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«Donald Trump, guardali negli occhi», il Tehran Times dopo la strage nella scuola di Minab: la prima pagina coi volti del bambini uccisi

Strage scuola Minab
Strage scuola Minab
La prima pagina di lunedì 9 marzo del giornale iraniano, vicino all’establishment politico-religioso di Teheran, punta il dito contro gli Stati Uniti per il bombardamento che ha ucciso 175 persone

Decine di volti di bambini uccisi, uno accanto all’altro, riempiono l’intera prima pagina. Sopra, una frase diretta al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Guardali negli occhi». Così il quotidiano iraniano Tehran Times – organo vicino all’establishment politico-religioso di Teheran – racconta la strage avvenuta nella scuola di Minab, nel sud dell’Iran. Un collage di sguardi e nomi, e un’accusa diretta a Washington. Il bombardamento, avvenuto il 28 febbraio, ha ucciso circa 175 persone, perlopiù bambine. Martedì, la tv di Stato iraniana ha trasmesso le immagini strazianti del funerale: piccole bare coperte da bandiere, trasportate su un camion verso la sepoltura. L’Alto commissariato Onu per i diritti umani ha invocato un’indagine: «L’onere ricade su chi ha colpito», ha dichiarato la portavoce Ravina Shamdasani a Ginevra.

Di chi è la responsabilità?

Trump ha respinto ogni accusa di coinvolgimento degli Stati Uniti nella distruzione della scuola elementare Shajarah Tayyebeh. «A mio parere e in base a ciò che ho visto, è stato l’Iran», la risposta del presidente americano al giornalista del New York Times. Eppure, nuove prove – contrarie alla lettura del tycoon – rafforzerebbero l’ipotesi di una responsabilità Usa. Secondo due funzionari anonimi citati da Reuters, gli inquirenti militari ritengono probabile il coinvolgimento delle forze americane. Analisi condotte da Cnn e New York Times indicano inoltre che l’edificio potrebbe essere stato colpito da un missile Tomahawk statunitense nello stesso momento dell’attacco alla base navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Ipotesi confermata anche da un video pubblicato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr News Agency, verificato dal Nyt.

L’ipotesi di due attacchi

Anche la maggior parte dei media internazionali non statunitensi punta il dito contro Washington. Al Jazeera definisce il bombardamento «un crimine compiuto dagli Stati Uniti», mentre il sito di informazione Middle East Eye sostiene che la scuola sia stata colpita due volte, con la seconda esplosione che avrebbe ucciso sia alcuni sopravvissuti del primo attacco sia i soccorritori intervenuti. Sebbene l’inchiesta sia ancora in corso, prendere di mira deliberatamente civili costituisce un crimine di guerra secondo il diritto internazionale umanitario. Se venisse confermato il coinvolgimento degli Stati Uniti, si tratterebbe di una delle peggiori stragi avvenute nei decenni di conflitti americani in Medio Oriente.

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