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Dopo Meloni Solovyev attacca Mattarella: «Non sa di cosa parla». L’invettiva del filo-Putin

23 Aprile 2026 - 18:04 Alba Romano
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Durante la puntata "Appello all’Italia – finanziatori del nazismo", il conduttore ha rivolto dure accuse anche agli italiani: «Voglio che conoscete la vergogna dei vostri nonni e bisnonni, venuti su questa terra per uccidere i sovietici»

Nuovo giorno, nuova accusa. E sempre all’Italia. Stavolta nel mirino del propagandista russo, fedelissimo di Putin, Vladimir Solovyev, è finito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Durante la puntata Appello all’Italia – finanziatori del nazismo, il conduttore ha criticato le dichiarazioni del Capo di Stato e pure dell’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sostenendo che «non capiscono di cosa parlano». «Ricordatevi le affermazioni dei vostri politici in carica: quando un vostro politico, come un ministro, dice del comandante supremo che “è peggio di un animale”, quando il vostro presidente paragona il nostro Paese al Terzo Reich non capite di cosa parlate». Solovyev ha poi aggiunto: «Voi italiani forse non lo sapete, ma voglio che conosciate la vergogna dei vostri nonni e bisnonni, venuti in questa terra per uccidere cittadini sovietici». E poi ancora: «In Donbass avete imposto la regola che per un italiano ucciso ne eliminavate 80», ha concluso.

Gli attacchi a Meloni e agli italiani

Il nuovo attacco segue quelli già rivolti alla premier Giorgia Meloni – anche in lingua italiana – e al video pubblicato il giorno successivo, in cui il conduttore rispondeva alle polemiche suscitate dalle sue stesse dichiarazioni. «Signora Meloni, le parla un uomo, un ebreo, che le autorità italiane hanno nuovamente sottoposto a persecuzioni», ha affermato. Il propagandista del Cremlino faceva riferimento alla sua villa sul lago di Como, sequestrata insieme ad altri beni in Europa nell’ambito delle sanzioni imposte dall’Unione europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina. «Cose del genere non sono avvenute una sola volta nella storia d’Italia», ha concluso.

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