L’Ue ora alza la voce con Trump: «Libertà e diritti per l’Iran? Non con le bombe». Il j’accuse di Costa: «Così l’unico che ride sarà Putin»

«L’Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela». È quanto ha detto stamattina il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. In quella che appare come la più netta presa di distanza finora dalle istituzioni europee dalla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele all’Iran lo scorso 28 febbraio. «Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico», ha detto Costa. Un cambio di tono netto rispetto alle tesi tutto sommato «compiacenti» con l’iniziativa militare Usa-Israele di altre leader come Ursula von der Leyen. Costa d’altronde è l’unico dirigente in una posizione apicale Ue espressione della famiglia europea dei socialisti (centrosinistra), che nell’ultima settimana hanno trovato una volta più il loro punto di riferimento in chiave anti-Trump nel premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha «osato» rifiutare agli Usa l’utilizzo delle loro basi in Spagna per operazioni di supporto a quella guerra.
Se in Iran vince la Russia
«Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potenza sostituisce il diritto internazionale. Conosciamo la nuova realtà: una realtà in cui la Russia viola la pace, la Cina interrompe il commercio e gli Stati Uniti sfidano l’ordine internazionale basato sulle regole», ha spiegato Costa. E proprio autocrati come Vladimir Putin rischiano essere alla fine fine così gli unici a beneficiare del nuovo contesto. «Finora, c’è un solo vincitore in questa guerra: la Russia. Continua a minare la posizione dell’Ucraina offuscando il diritto internazionale. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dalla deviazione di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente diventa centrale», addita il presidente del Consiglio europeo.
La lezione della Groenlandia (e di Gaza)
La soluzione comunque l’Ue sa perfettamente dove ritrovarla, spiega ancora l’ex premier portoghese. «La risposta ferma ed efficace dell’Unione europea alle minacce degli Stati Uniti contro la Groenlandia è un esempio di come la nostra unità rafforzi la nostra posizione globale. Riconosco quanto a volte possa essere difficile raggiungere una posizione tempestiva e unita. Tuttavia, abbiamo imparato lezioni preziose. Come la necessità di rispondere rapidamente alle situazioni urgenti, come abbiamo visto con Gaza. Come mantenere lo slancio sui nostri impegni internazionali, come dimostrato dall’accordo Ue-Mercosur, fondamentale per salvaguardare la credibilità globale dell’Europa. Perché in tempi come questi, i valori e la fiducia sono più critici che mai. Sono il fondamento della nostra influenza e autorità. Questo è ciò che rende la nostra Unione forte. Questo è ciò che dobbiamo continuare a sostenere».
