Caso Resinovich, spunta la traccia di zirconio sulle scarpe di Liliana: è il materiale usato dal marito per affilare i coltelli

Possibile svolta sulla morte di Liliana Resinovich. Sulle calzature che la donna indossava quando è stata ritrovata nel boschetto dell’ex Opp di Trieste sono state rinvenute tracce di zirconio. Non si tratta di un minerale qualunque, ma di una sostanza abrasiva ad altissima resistenza impiegata comunemente nei processi industriali e, in particolare, per l’affilatura professionale dei coltelli. Il particolare sposta nuovamente l’attenzione su Sebastiano Visintin, marito della vittima e unico indagato nell’inchiesta condotta dalla Procura di Trieste. Visintin, infatti, tra le sue varie occupazioni svolgeva proprio quella di arrotino per diversi esercizi commerciali della città, tra cui una nota pescheria del centro. Secondo le ricostruzioni, l’uomo era solito ritirare e consegnare lame ogni martedì, un’attività che avrebbe svolto anche la mattina del 14 dicembre 2021, giorno della scomparsa di Liliana. La coincidenza appare oggi sotto una luce diversa, specialmente dopo che nell’aprile 2025 la polizia ha sequestrato a Visintin circa settecento tra coltelli e forbici, attualmente oggetto di comparazioni scientifiche.
Caccia al Dna
La scoperta della sostanza ha spinto il genetista forense Paolo Fattorini a ritenere il dato meritevole di un approfondimento rigoroso. Di conseguenza, la Gip Flavia Mangiante ha concesso una proroga di trenta giorni per il deposito della perizia definitiva. Il pool di esperti, che comprende anche Chiara Turchi ed Eva Sacchi, è al lavoro su reperti delicatissimi come il cordino trovato attorno al collo di Liliana e il laccio che teneva unite le sue chiavi. L’obiettivo è isolare tracce di Dna o altri residui biologici che possano finalmente chiarire se si sia trattato di un suicidio o di un omicidio. Con questo nuovo slittamento, la prossima udienza è stata fissata per il 26 giugno prossimo.
I test negli Stati Uniti
Mentre a Trieste si analizzano i materiali, negli Stati Uniti la scienza cerca risposte definitive sul momento esatto del decesso. Un team di esperti in Michigan e Colorado sta infatti conducendo un esperimento su quattro cadaveri per monitorare la decomposizione in condizioni controllate. L’iniziativa, voluta dalla difesa di Visintin, punta a risolvere il cortocircuito tra le precedenti consulenze: la prima stimava la morte a sole 48 ore dal ritrovamento, mentre quella di Cristina Cattaneo sosteneva che Liliana fosse morta il giorno stesso della scomparsa. Il sospetto che il corpo possa essere stato congelato e poi abbandonato nel bosco resta uno dei punti più oscuri della vicenda.
