Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpFamiglia nel boscoGiorgia MeloniReferendum
CULTURA & SPETTACOLOGermaniaNazismoUnione europeaUniversità

È morto a 96 anni Jürgen Habermas. Chi era il filosofo tedesco che ripensò l’Europa dopo il nazismo

14 Marzo 2026 - 19:29 Olga Colombano
Jürgen Habermas
Jürgen Habermas
Tra i protagonisti della Scuola di Francoforte, vedeva nell'Europa unita l'unico argine ai nazionalismi. Giuli: «Se ne va uno dei maestri del nostro tempo»

È morto a 96 anni Jürgen Habermas, tra i più influenti pensatori europei del secondo dopoguerra e figura centrale della Scuola di Francoforte. A dare notizia della scomparsa del filosofo è stata Suhrkamp, la sua casa editrice. Convinto sostenitore dell’integrazione del continente, Habermas vedeva in un progetto federale europeo il modo per evitare che l’Europa tornasse alle rivalità nazionalistiche che avevano tragicamente segnato la prima metà del ‘900. Per questo sosteneva che l’impegno pubblico fosse «il compito più importante della filosofia».

Habermas, il filosofo del ‘900

Habermas nasce nel 1929 a Düsseldorf e cresce nella Germania segnata dal nazismo e dalla guerra. La scoperta dei crimini nazisti segna profondamente la sua generazione e diventa il punto di partenza della sua ricerca: come può una società costruire una democrazia solida dopo una dittatura? Dopo aver studiato filosofia, storia, economia e letteratura tra Gottinga, Zurigo e Bonn, nel 1956 inizia a lavorare con Theodor W. Adorno all’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, centro della Scuola di Francoforte. Questo gruppo di filosofi e sociologi analizza in modo critico la società moderna, il capitalismo e i meccanismi del potere. Habermas appartiene alla seconda generazione di questa tradizione e ne amplia il progetto, avvicinando la filosofia alle scienze sociali e agli studi sulla comunicazione.

Il patriottismo costituzionale e l’Europa federale

Accanto al lavoro accademico, Habermas partecipa per tutta la vita al dibattito pubblico tedesco ed europeo. Interviene spesso sui giornali e nei dibattiti politici, occupandosi di temi che vanno dalla memoria del nazismo al futuro delle istituzioni democratiche. In questo contesto diventa anche uno dei più convinti sostenitori dell’integrazione europea. Secondo Habermas, dopo le tragedie del ‘900 l’Europa doveva rafforzare le sue istituzioni democratiche e costruire una comunità politica fondata su valori condivisi. In questa prospettiva proponeva l’idea di «patriottismo costituzionale», secondo cui i cittadini dovrebbero riconoscersi prima di tutto nei principi democratici e nello stato di diritto più che nell’identità nazionale.

Il ricordo del ministro Giuli

A piangere oggi la sua scomparsa è stato tra gli altri anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito Habermas “un maestro”. «Con la scomparsa di Jürgen Habermas l’Europa perde uno dei più influenti filosofi del secondo Novecento e dei primi decenni del nostro secolo. Il suo pensiero ha rinnovato la tradizione della teoria critica, ponendo al centro il valore della sfera pubblica e della razionalità comunicativa. Le sue riflessioni sull’opinione pubblica e sull’agire comunicativo hanno offerto strumenti teorici che hanno influenzato il pensiero politico e culturale internazionale», ha ricordato Giuli.

Foto di copertina: Ansa/Epa – Martin Gerten

leggi anche