Iran e Ucraina, il Consiglio europeo cerca risposte sulle guerre. La spinta di Meloni: «Azioni rapide su prezzi e migranti» – La diretta

I capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri dell’Ue si ritrovano oggi a Bruxelles per il Consiglio europeo di primavera. Incombe sulle loro teste in primis la guerra in Iran, fuori controllo dopo che gli Ayatollah hanno reagito all’attacco Usa-Israele colpendo a ripetizione i Paesi del Golfo, e sino a Cipro (parte dell’Ue). Declinata la richiesta di Donald Trump di inviare navi da guerra nella regione per tenere aperto lo Stretto di Hormuz, i leader devono decidere come parare l’impatto della guerra. In primis quello sui prezzi dell’energia, che già schizzano. Ma anche la prospettiva di una destabilizzazione dell’intero Medio Oriente che può avere conseguenze anche in termini di flussi migratori. Sul tavolo resta pure l’altra guerra, quella d’Ucraina: a Volodymyr Zelensky, che si collegherà in videoconferenza, i leader Ue sperano di poter garantire quel prestito da 90 miliardi di euro promesso a dicembre per finanziare l’Ucraina nel 2026 e 2027. Ma per farlo devono vincere l’ennesima resistenza di Viktor Orbán. Nella seconda parte della giornata il focus dovrebbe spostarsi sulle sfide economiche interne, con dibattito sulla competitività dell’Unione e sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp).
Italia e Danimarca chiedono azioni Ue in caso di «nuove ondate migratorie»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno inviato una lettera ai vertici Ue con l’obiettivo di «rafforzare il sostegno europeo alle popolazioni colpite dal conflitto in Medio Oriente» e di mettere in campo «un coordinamento in caso di nuove ondate migratorie, con l’obiettivo di evitare il ripetersi della crisi migratoria del 2015». Lo rende noto Palazzo Chigi. La lettera è stata illustrata da Meloni questa mattina alla riunione dei Paesi like-minded sulle politiche migratorie.
Macron: «Preservare ma riformare il sistema ETS»
«Credo che l’Ets sia un buon meccanismo, e serve preservarlo, ma nel contesto attuale serve flessibilità, per rispondere alla crisi, ma bisogna mantenere la struttura». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue.
Meloni-Merz-De Wever, prevertice a tre su crisi ed energia
Prima dell’inizio del vertice Ue Giorgia Meloni ha visto il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier belga Bart de Wever. Uno «scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea», fa sapere Palazzo Chigi, utile anche a confrontare gli approcci sul tema energia e sulle «possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi». Una prima azione c’è stata da parte del governo italiano che ieri, nell’ultimo consiglio dei ministri, ha deciso per un taglio delle accise di 25 centesimi a litro per venti giorni. «Sono state allo stesso tempo discusse le priorità da promuovere congiuntamente in tema di semplificazione, mercato unico e investimenti», riporta una nota di Palazzo Chigi.
Metsola: «L'Ue dia risposte alle preoccupazioni sull'energia»
«Continueremo a chiedere una de-escalation della crisi in Medio Oriente. Quanto accaduto nelle ultime ore ha un impatto diretto sull’Europa oltre che sulla regione, soprattutto in termini di aumento dei prezzi delle energia. Speriamo che si possa arrivare a una soluzione del conflitto». Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola all’arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles. «Se vogliamo essere indipendenti dal punto di vista energetico – ha aggiunto – dobbiamo anche occuparci delle preoccupazioni a breve termine dei nostri cittadini. L’aumento dei prezzi dell’energia avrà un impatto diretto sulle loro bollette e le decisioni che saranno assunte oggi al Consiglio europeo dovranno mandare un messaggio politico forte che i leader si occupano delle loro reali preoccupazioni».
Kallas: «Guerra illegale, l'Ue non ci entrerà»
«Non c’è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran». Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l’uso della forza è previsto nel caso dell’autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell’Ue non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra», ha sottolineato. All’ultimo consiglio Esteri, ha ricordato Kallas, «i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati e alcuni affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi».
