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Subsonica, Nayt e Chiello: tre album meravigliosi. Che bravi Dimartino e Rancore. Solita fake ballad di Achille Lauro, solito brano sbagliato di Arisa. Le recensioni

22 Marzo 2026 - 17:30 Gabriele Fazio

Disme – Minacce

Non usciamo entusiasti dall’ascolto, lungo, di questo disco. Sottolineiamo la lunghezza non solo per segnalare che molti brani potevano non esserci e tutto sarebbe stato più snello e digeribile, ma anche perché in termini di critica, se l’ascolto è risultato così ostico, così sfiancante e così liberatorio invece il momento in cui si è concluso, allora qualcosa vorrà dire. Vuole dire, per esempio, che le canzoni sono tutte piuttosto appiattite, il disco è come se suonasse un unico pezzo, tant’è che quando avviene qualche svarione lo notiamo immediatamente, vedi SP Finest (feat. Dani Faiv e Samuel Heron), vedi Mento sorridendo o, soprattutto, Fuorilegge (feat. Sayf), non un capolavoro ma sicuramente il più valido e solido dei pezzi del disco. C’è da lavorare un po’, questo è certo, sulla costruzione delle barre, spesso scontatelle, che minacciano ma non affondano mai la lama, per cui ne usciamo totalmente illesi, neanche vagamente disturbati, stuzzicati, provocati. Niente. C’è da lavorare anche su qualche idea in termini di produzione e composizione, affinché tutto assuma tratti più dinamici, perché altrimenti si rischia di annoiare a morte, e in questo senso noi abbiamo notato aprirsi nel cielo una certa confortante luce, un tunnel che, dobbiamo ammetterlo, pur di liberarci da questo album abbiamo preso in considerazione di imboccare. Insomma, un peccato, ci aspettavamo di più da uno bravo come Disme. Che, attenzione, resta bravo, ma deve diventarlo un tantinello di più.