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Subsonica, Nayt e Chiello: tre album meravigliosi. Che bravi Dimartino e Rancore. Solita fake ballad di Achille Lauro, solito brano sbagliato di Arisa. Le recensioni

22 Marzo 2026 - 17:30 Gabriele Fazio

Achille Lauro – In viaggio verso il Paradiso

Queste ballad di Achille Lauro, così egoriferite, non fanno che gonfiare la sostanziale puzza di fake che infesta la sua intera produzione. Tanto da sentire di poter coniare la definizione “Fake Ballad”, ovvero quelle ballad ammiccanti, aumma aumma, risultato di una ricetta industriale, l’usato/sicuro senza rischi, nazional popolari e furbette. La sensazione infatti è quella di non potersi fidare, artisticamente parlando, di questo ragazzo, che nemmeno una nota sia incisa senza riflettere sulle varie reaction del mercato. Così ascolti l’Achille Lauro di In viaggio verso il Paradiso e ti vengono in mente tutti gli ultimi Achille Lauro, da quelli meglio riusciti (Incoscienti giovani) a quelli decisamente meno riusciti. Tanto fa, è chiaro, l’atteggiamento di chi se la canta come se stesse proponendo al mondo La donna cannone, quella mestizia di plastica, da crooner, da performer concettuale, che poi cozza in maniera drammatica con la pochezza della sua proposta pop, appena appena accettabile quando va molto molto bene, nella maggior parte dei casi semplicemente imbarazzante. Come questa In viaggio in Paradiso, così sempliciotta, così ridondante rispetto ciò che già conosciamo del cantautore romano e che ci ha già condannato a diversi e intensi momenti di nausea. In viaggio verso il Paradiso non è la cosa peggiore del mondo, Achille Lauro non è così spregiudicato da indispettire con una spiazzata il suo pubblico, anzi la sensazione è che saremo condannati a portarci dietro questo fastidioso strascicamento cantilenante romanesco e stonatuccio chissà ancora per quanti anni, è solo una cosa già sentita.