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In uno Stato degli Usa scatta il reato per i transgender che “sbagliano” bagno

24 Marzo 2026 - 12:14 Roberta Brodini
bagni pubblici
bagni pubblici
Un disegno di legge dell'Idaho introduce il reato con detenzione da 1 a 5 anni per transgender che accedono a bagni in esercizi pubblici diversi da quelli del loro sesso biologico

Una legge rischia di cancellare dieci anni di lotte nella difesa dei diritti delle persone transgender. Sta succedendo nello Stato dell’Idaho, dove il disegno di legge 752, promosso dal partito repubblicano e votato favorevolmente alla Camera dei Deputati con 54 voti favorevoli e 15 contrari. Il provvedimento, in attesa di essere votato in Senato, ha introdotto il reato per persone transgender che vadano nel bagno di un sesso diverso dal loro sesso biologico. Detenzione in carcere da 1 a 5 anni, a seconda che si tratti della prima volta – caso in cui verrebbe comminata una pena per reato minore – o di una recidiva, che configurerebbe un reato grave.

Pene da 1 a 5 anni per i trasgressori

Così il partito repubblicano dell’Idaho sta cercando di far passare, in uno degli Stati americani più conservatori degli Stati Uniti, una norma che esporrebbe a una condanna penale chiunque entri «consapevolmente e volontariamente» in un bagno o in uno spogliatoio destinato al sesso opposto. La norma era stata preceduta dal disegno di legge 607, passato alla Camera ma a sua volta in attesa di approvazione al Senato, che prevedeva l’adozione di azioni legali contro le entità governative e le imprese private che non garantiscono bagni separati per sesso biologico. La differenza consisterebbe però ora nella criminalizzazione dell’atto, con la previsione di un risvolto penale per i trasgressori.

Il “pericolo” secondo il promotore della legge

Secondo le parole del deputato conservatore e maggiore promotore della nuova norma, Corner Rasol, la legge mirerebbe a proteggere le donne e le ragazze. Il pericolo sarebbe legato al fatto che persone transgender accedano di proposito e in cattiva fede al bagno femminile per porre in essere atti di voyeurismo o aggressioni. Inoltre, evitare inopportune eccezioni al sesso biologico di chi accede nei bagni, faciliterebbe un accesso più veloce a eventuali soccorsi che dovessero entrare nei bagni in caso di emergenza. La norma interesserebbe non solo i bagni pubblici, ma anche quelli di esercizi privati aperti al pubblico, come bar o ristoranti e segue una norma già in vigore nello stato che interessa i bagni nelle scuole.

Il voto e l’opposizione delle forze dell’ordine

La legge avrebbe per il momento passato il primo vaglio alla Camera, e sarebbe ora in attesa di passare al Senato. Tra coloro che hanno detto no, 15 deputati su un totale di 79 votanti, ci sarebbero 9 democratici e 6 repubblicani. Il deputato democratico Chris Mathias, ha messo in luce come questo disegno di legge rischi di mettere in serio pericolo l’incolumità delle persone transgender. Ma chi sembra essersi opposto maggiormente alla norma, sono coloro i quali dovranno applicarla caso per caso e sul campo: le forze dell’ordine. L’Idaho Fraternal Order of Police ha infatti evidenziato come presenti «notevoli difficoltà pratiche di applicazione per gli agenti delle forze dell’ordine sul campo». Difficile, infatti, poterla applicare senza incorrere nel rischio di dover «ricorrere a interrogatori o azioni investigative che potrebbero essere considerate invasive e inappropriate». Inoltre, proprio prevedendo le scomode conseguenze che deriverebbero dall’applicazione concreta della legge, l’Associazione degli sceriffi dell’Idaho avrebbe proposto che possa almeno essere concessa, al primo avviso, la possibilità di uscire immediatamente dal bagno quando venga richiesto.

Il 2016 e l’esplosione del dibattito sui diritti LGBTQIA+ negli Usa

Non si tratta certamente della prima legge negli Stati Uniti che mira a limitare i diritti della comunità LGBTQIA+. Risale al 2016 una delle proposte che fece più discutere, legata all’accesso delle persone transgender nei bagni pubblici. Le reazioni al tempo furono dure, portando a scioperi, manifestazioni, interruzioni di rapporti commerciali, fino alla caduta del governatore repubblicano Pat McCrory. PayPal aveva annullato un’espansione pianificata che avrebbe creato 400 posti di lavoro, la NCAA (National Collegiate Athletic Association) aveva ritirato i suoi tornei dallo Stato. Artisti del calibro di Bruce Springsteen e del Cirque du Soleil avevano cancellato le loro esibizioni. L’Associated Press stimò al tempo che il costo delle mancate entrate per lo stato avrebbe raggiunto i 3,76 miliardi di dollari nei dodici anni a seguire. Nel 2017, il disegno di legge era stato abrogato.

La situazione in Idaho

La corsa contro le libertà LGBTQIA+ non si è mai veramente interrotta. Nello stesso Stato dell’Idaho, nel 2020, una legge aveva vietato alle ragazze e alle donne transgender di competere negli sport del genere in cui si identificano. La legge è stata attualmente sospesa: la Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti ne ha bloccato l’entrata in vigore, ma l’Idaho ha presentato ricorso contro la sentenza del tribunale di primo grado e, a luglio, la Corte Suprema ha accettato di esaminare il caso. Nel 2023, i legislatori avevano reso reato per i medici rendersi responsabili dell’affermazione di genere a giovani pazienti transgender. È di quest’anno poi l’approvazione del disegno di legge 557, volto a rimuovere ordinanze anti-discriminazione nelle città e nelle contee dello Stato, vietando ai governi locali di adottare protezioni che vadano oltre quanto stabilito dalla legge statale. Non facendo però quest’ultima alcun riferimento a orientamento sessuale o identità di genere tra le categorie protette, tali misure non risulterebbero sufficienti a garantire i diritti della categoria transgender. Il disegno di legge 607, redatto dall’Idaho Family Policy Center e complementare al 752, introdurrebbe l’obbligo legale per tutti gli edifici governativi e i luoghi aperti al pubblico di mantenere servizi igienici, docce e spogliatoi separati per uomini e donne.

La situazione paradossale degli individui transgender

@pinknews A trans man from Idaho has given a devastating breakdown of their life under a potential “bathroom bill” that is up for vote. Nixon Matthews spoke at an 11 March hearing on House Bill 752, telling legislators: “I want to walk through what this looks like for me.” The bill passed on Monday (16 March) and is now headed to the Idaho Senate. Click to read the full story. #USPolitics #LGBTQIA #transgender #bathroombill #Idaho ♬ Documentary A moment of tension(871019) – RK Sound

In un dichiarazione presso l’Assemblea legislativa dell’Idaho, Nixon Matthews, rappresentante della comunità LGBTQIA+ e presidente dell’Idaho Democratic Queer Caucus, ha raccontato gli effetti che il disegno di legge potrebbe avere su di lui, uomo transgender. Ha dichiarato: «Vorrei farvi capire cosa questa legge significa per me. Mettiamo che uno degli uomini qui entri in un bagno e veda me andare in una cabina, e sappia che sono trans e dal momento che è un cittadino obbediente chiami il 911…rischierei di andare in prigione per aver fatto pipì, essermi lavato le mani o anche solo per aver preso una salviettina di carta. Ma ora pensiamo a cosa succederebbe se andassi in quello femminile, camminando dietro a una donna, e il marito mi vedesse seguirla fino a dentro il bagno. Cosa pensate succederebbe? Magari chiamerebbe la polizia o più probabilmente mi seguirebbe nel bagno, mi affronterebbe e assalirebbe. E voglio sottolineare che, se questo accadesse, stando a questa legge, quella persona rischierebbe pene meno severe di quelle che rischierei io per aver usato il bagno degli uomini». E ha concluso con una frase che descrive in poche parole il paradosso di cui ogni individuo transgender è vittima ogni giorno in Idaho: «Ogni singolo giorno, devo decidere: voglio andare in prigione oggi? O voglio essere attaccato?».

Le altre leggi

Le persone transgender costituiscono lo 0,4% della popolazione dell’Idaho e il parlamento negli ultimi 5 anni ha approvato 17 leggi contro i diritti trans, 5 solo a marzo. L’Idaho non è comunque l’unico stato ad avere posizioni così estreme sulla comunità transgender. Tra questi, ci sono anche l’Arizona, la Georgia, la Florida, l’Iowa, lo Utah e la Virginia Occidentale.

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