Iran, gli Usa «preparano un’operazione di terra». Teheran: «Li aspettiamo, i nostri missili sono pronti» – La diretta

Oggi, domenica 29 marzo, è il 31esimo giorno di guerra. Un conflitto, quello tra Iran contro Israele e Usa, che non accenna a dipanarsi. Gli Houthi ieri hanno annunciato una seconda operazione contro Israele, mentre il Pakistan tenta una mediazione tra i due stati e Teheran. I rapporti di questo paese sono talmente buoni con l’Iran che 20 navi pakistane hanno ricevuto il permesso di transito nello Stretto di Hormuz. I Pasdaran intanto minacciano di colpire gli atenei americani nell’area del Golfo.
L'Iran è da 30 giorni senza internet
Il blackout internet a livello nazionale in Iran ha raggiunto il 30° giorno consecutivo, lasciando milioni di persone isolate da informazioni e comunicazioni dall’inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele. «Il blackout internet in Iran è entrato nel 30° giorno, mentre la misura di censura a livello nazionale continua per la quinta settimana, dopo 696 ore», ha dichiarato oggi il gruppo di monitoraggio internet NetBlocks a X. Mentre la rete intranet nazionale rimane operativa, supportando app di messaggistica locali, piattaforme bancarie e altri servizi, l’accesso a internet a livello globale è stato severamente limitato. Molti iraniani non hanno avuto altra scelta che affidarsi a piattaforme controllate dallo Stato e ad alternative costose per rimanere in contatto con i propri cari.
Idf: «Colpiti obiettivi del regime terroristico a Teheran»
L’esercito israeliano ha annunciato in serata di aver lanciato nuovi attacchi contro obiettivi a Teheran, dopo aver rilevato sette nuove salve di missili in arrivo dall’Iran durante la giornata. «Le Forze di Difesa Israeliane stanno attualmente colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran», ha dichiarato l’esercito.
Pakistan: «Pronti a ospitare colloqui tra Usa e Iran nei prossimi giorni»
«Il Pakistan sarebbe onorato di ospitare e facilitare nei prossimi giorni colloqui significativi tra le due parti per una soluzione globale e duratura del conflitto in corso». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar in una dichiarazione video, ripresa da Anadolu. Dar non ha rivelato se i colloqui sarebbero stati diretti o indiretti e non ci sono state dichiarazioni immediate da nessuna delle due parti. I ministri degli esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita hanno oggi «discusso dei possibili modi per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra nella regione», ha aggiunto Dar
L'ambasciatore iraniano non lascerà il Libano malgrado l'espulsione
L’ambasciatore iraniano non lascerà il Libano nonostante sia stato dichiarato persona non grata e gli sia stato ordinato di lasciare il Paese entro oggi. Lo ha riferito una fonte diplomatica iraniana all’Afp. «L’ambasciatore non lascerà il Libano, in conformità con i desideri del presidente del Parlamento Nabih Berri e di Hezbollah», ha affermato la fonte, parlando in condizione di anonimato. Hezbollah ha denunciato la decisione, mentre il partito Amal di Berri si è unito ai ministri di Hezbollah nel boicottare una riunione di gabinetto questa settimana per protestare contro l’ordine di espulsione di Mohammad Reza Sheibani. Il ministero degli Esteri questa settimana ha dato all’inviato di Teheran tempo fino a oggi per lasciare il Paese, nell’ultima misura senza precedenti adottata dalle autorità libanesi da quando è scoppiata la nuova guerra il 2 marzo tra Israele e Hezbollah. Il ministero lo ha accusato di aver rilasciato dichiarazioni «che interferiscono nella politica interna del Libano». Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha definito l’espulsione «una decisione coraggiosa». Le autorità libanesi hanno vietato le attività militari e di sicurezza di Hezbollah. Si tratta dell’unico gruppo armato non statale presente nel Paese e di uno stretto alleato dell’Iran. Hanno inoltre vietato la presenza e le operazioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che il primo ministro Nawaf Salam ha accusato di dirigere le operazioni di Hezbollah contro Israele.
Zuppi: «Chiediamo a tutti i governanti una tregua per Pasqua»
«Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua». È l’appello lanciato dal presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, in una nota diramata dalla Cei in seguito a quanto accaduto stamane al Patriarca di Gerusalemme al Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Oltre 1.200 morti in Libano dall'inizio degli attacchi israeliani
I raid israeliani sul Libano hanno ucciso 1.238 persone dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo scorso, tra cui 124 bambini. Lo ha annunciato oggi il ministero della Salute. Solo tra ieri e oggi sono morte 49 persone, secondo il ministero. Tra queste, dieci soccorritori e tre giornalisti. Oltre un milione di persone sono state sfollate a causa dei bombardamenti e degli ordini di espulsione emessi dall’esercito israeliano.
Teheran: «Aspettiamo l'arrivo delle truppe Usa per dar loro fuoco»
Le forze iraniane «stanno aspettando l’arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali»: lo afferma il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30° giorno dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. «Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate», aggiunge.
Netanyahu ordina all'Idf di ampliare ancora zona cuscinetto in Libano
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all’esercito di «ampliare ulteriormente» una zona di sicurezza in Libano, mentre Israele continua la sua campagna nel paese vicino. «In Libano, ho appena ordinato all’esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza esistente», ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video. «Questo ha lo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine».
I mediatori vagliano le proposte per la riapertura di Hormuz
Nei colloqui di oggi a Islamabad – a cui hanno preso parte Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita – le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell’incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall’Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran.
Emirati: «Qualsiasi soluzione includa risarcimenti dall'Iran e garanzie»
Il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti afferma che la soluzione politica alla guerra in Medio Oriente dovrebbe includere risarcimenti e garanzie per prevenire il ripetersi degli attacchi. Lo riferisce Al Jazeera. «Qualsiasi soluzione politica per affrontare gli attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo dovrebbe includere risarcimenti da parte dell’Iran per aver preso di mira infrastrutture vitali e civili», ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti. Le soluzioni dovrebbero includere chiare garanzie per prevenire il ripetersi degli attacchi, ha aggiunto.
Iran: «Colpiremo la portaerei Lincoln se si avvicina al nostro raggio d'azione»
La guerra in Iran blocca le forniture di elio
Crescono i timori di una crisi dell’elio dopo il calo della produzione globale dall’inizio della guerra con l’Iran, poiché l’impatto del conflitto si sta estendendo dai mercati energetici ad altre catene di approvvigionamento critiche. Lo scrive il Financial Times, ricordando che il Golfo Persico è un importante esportatore di elio, un sottoprodotto del gas naturale fondamentale per la produzione di microchip, compresi quelli utilizzati per alimentare il boom globale dell’intelligenza artificiale, nonché per il funzionamento di alcuni dispositivi medici. La scorsa settimana, una filiale statunitense della francese Air Liquide ha comunicato ai propri clienti di elio la dichiarazione di forza maggiore sui contratti di fornitura, avvertendo – in una corrispondenza visionata dal Financial Times – che potrebbe non essere in grado di evadere gli ordini a causa del conflitto in Medio Oriente.
Il capo del Parlamento iraniano: «Usciremo da questa guerra mondiale con la vittoria»
«Non usciremo da questa guerra, se non con la vittoria». Lo il potente capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia iraniana Tasnima. Ghalibaf, stando a quanto riportato, parla di «grande guerra mondiale» e ripete che l’IRAN non accetterà «l’umiliazione».
Intercettati 10 droni iraniani: la nota dagli Emirati
I sistemi di difesa dell’Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto 10 droni nelle ultime ore. La cifra è fornita dal Ministero della Difesa del Regno in un post su X.
Colpita la Al-Araby TV
L’edificio, sede della redazione dell’emmittente televisiva qatariota Al-Araby TV a Teheran, è stato colpito da un missile. Il corrispondente ha documentato l’entità dei danni, girando dei video con il suo telefono cellulare che sono stati pubblicati sul sito della tv. L’edificio è stato evacuato. Anche altri palazzi della zona hanno riportato danni.
#مباشر │ صاروخ يصطدم بالمبنى الذي يضم مكتب التلفزيون العربي في طهران.. تغطية خاصة
https://t.co/UTC8JS4wAr— التلفزيون العربي (@AlarabyTV) March 29, 2026
Forti esplosioni a Teheran
Due potenti esplosioni hanno scosso la zona nord di Teheran nelle prime ore di domenica. Lo riferisce l’agenzia AFP. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana intorno alle 7:20 del mattino mentre erano in funzione i sistemi di difesa aerea, anche se non e’ chiaro quale fosse l’obiettivo
L'Iran e la proposta di uscire dal trattato TNP
Nel mentre a Teheran in parlamento è stata presentata una proposta di legge di ritiro dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP). In un post su X, Malek Shariati ha dichiarato che la proposta di legge è stata deferita alla commissione legislativa del parlamento. Sta pressando per l’abrogazione di una legge iraniana, che funge da quadro di riferimento per l’accordo nucleare iraniano del 2015, abbandonato dal presidente degli Stati Uniti, Trump, durante il suo primo mandato.
Wp: «Il Pentagono si prepara a settimane di operazioni a terra in Iran»
Secondo il Washington Post il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran. Una opzione nel caso in cui Trump proceda con un’escalation nel conflitto. Non si tratterebbe di un’invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni con reparti speciali e truppe di fanteria. «È il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso», ha precisato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
