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Il vice presidente Ue Sejourne: «Non lasceremo affondare l’industria italiana». Ma allontana l’ipotesi di sospendere il Patto di stabilità

stephan sejourne
stephan sejourne
« Ci sono strumenti di flessibilità e li useremo, ora comprendere gli sviluppi tra Usa e Iran»

Il vicepresidente della Commissione europea e delegato all’Industria, Stephane Sejourne è arrivato all’audizione di oggi, 8 aprile, alle commissioni riunite di Camera e Senato, annunciato da un’intervista a Repubblica in cui apriva alla possibilità di una sospensione del Patto di stabilità. «Se la guerra durasse, probabilmente entreremmo in situazioni eccezionali. Per ora non è così. È un’ipotesi che non può essere esclusa se la situazione dovesse diventare ingestibile».

Oggi, con le commissioni parlamentari (Ambiente, Attività Produttive e Politiche Ue della Camera e Industria e Politiche Ue del Senato) , invece è stato più prudente. Parlando di aiuti ma allontanando le ipotesi di sospensione del patto anche alla luce degli sviluppi della guerra tra Usa e Iran, che devono essere «compresi meglio»: «Ci sono strumenti che gli stati membri possono usare e la Commissione non ha mai fatto mancare l’accesso alla flessibilità per le crisi durature. Non lasceremo che l’industria europea e italiana sprofondino. Daremo la flesibilita che si puo dare rispetto alla crisi sistemica in atto».

Sejourne ha anche ricordato che anche con il Pnrr l’Italia, paese più colpito dal Covid è stato aiutato più di altri. «Da lunedì riuniremo il collegio dei commissari, per capire quali soluzioni adottare, in virtù dell’emergenza che stiamo vivendo».

Il nodo della dipendenza dal fossile

Dal punto di vista dell’approvvigionamento il vicepresidente Ue ha sottolineato quanto la dipendenza dalle energie fossili, diversa da paese a paese, renda comunque i singoli ecosistemi più influenzati da ciò che accade nel mondo ed ha sottolineato che, passando dal green al clean l’Europa punta a portare il nucleare nel suo mix energetico: «L’Italia sta cercando di negoziare fonti energetiche alternative, certamente la dipendenza dalle energie fossili è un problema».

La produzione delle terre rare

Anche le materie critiche in prospettiva devono essere maggiormente prodotte in Ue, a partire dalle terre rare: «La strategia cinese ci da un prezzo molto basso in modo che non sia conveniente estrarre materie prime da noi, dobbiamo trovare un accordo con altri consumatori per evitare questa stretta. Dobbiamo ipotizzare sia zone di produzione ed estrazione, sia zone di stoccaggio in Ue per le materie critiche, anche in Italia, in modo da rendere convenienti i siti di produzione ed estrazione». In ogni caso, Sejourne non ha esitato a parlare di «economia mondiale in ginocchio già dal momento in cui è partita la crisi dei dazi americani».

Nel corso della visita in Italia il commissario incontrerà anche diverse aziende. L’idea europea è molto puntata sul ridurre le barriere interne all’Europa e sostenere la competitività, proteggendosi in particolare, dall’intraprendenza del mercato cinese.

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