Claudia Conte recitò in «Loro», il film di Sorrentino su Berlusconi poi acquistato da Mediaset e sparito

Il nome di Claudia Conte non compare nei titoli di coda, ma la sua presenza sul set è confermata. Per una giornata di lavoro come comparsa avrebbe ricevuto – scrive la Repubblica – un compenso di 105 euro. Nel passato della giornalista e conduttrice, recentemente al centro dell’attenzione per la presunta relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, emerge infatti una breve esperienza nel cinema, nel film Loro diretto da Paolo Sorrentino e ispirato alla figura di Silvio Berlusconi.
Quel passato da “attrice”
La sua partecipazione è anche menzionata in uno dei molti curriculum della 34enne che circolano online, dove Conte si presenta come scrittrice, giornalista, conduttrice. Ma anche documentarista, visto il documentario prodotto dalla sua società, la Shallow srls, finito nel catalogo di RaiPlay in esclusiva. E pure attrice, almeno stando alle esperienze esibite: dai laboratori di recitazione con Giancarlo Giannini a quelli con Eljana Popova, docente del Centro Sperimentale di Cinematografia esperta del metodo Stanislavskij. Nel suo percorso artistico compaiono anche una partecipazione alla serie Don Matteo e un ruolo nel film Psychomentary, oltre all’attività teatrale accanto allo scrittore Marcello Veneziani nello spettacolo Comizio d’amore e nell’adattamento de Il mio nome è Nessuno tratto dall’opera di Valerio Massimo Manfredi.
Il film «Loro» di Sorrentino non si può vedere in Italia
Oggi non è più possibile trovare traccia della presenza di Conte nel film di Sorrentino, uscito nel 2018 in due parti Loro 1 e Loro 2. L’opera non è infatti disponibile né sulle piattaforme streaming italiane né in televisione. I diritti, che appartengono a Mediaset, attraverso la controllata Medusa Film, furono acquistati da Pier Silvio Berlusconi poco dopo l’uscita nelle sale e, da allora, il film non è mai stato trasmesso in chiaro.
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A raccontare la scomparsa della pellicola erano stati il protagonista, Toni Servillo, e lo stesso regista Sorrentino in un’intervista al BSMT. «Il motivo è semplice – aveva spiegato il regista a Gianluca Gazzoli – i diritti del film sono di Medusa che è la casa cinematografica di Mediaset. Loro decidono quando, dove e come rendere disponibile l’opera. Sicuramente mi dispiace che in Italia non sia più visibile come un tempo, ma ho imparato che ci sono cose migliori a cui pensare piuttosto che dolersi per un film».
