«Sto male, non vengo a lavoro», ma invece va al concerto di Vasco Rossi. Beccato, viene licenziato. Lui fa causa all’azienda: ecco come è finita

Ha millantato un malanno, annunciando che non si sarebbe presentato a lavoro per due giorni, ma quelle 48 ore di tempo gli hanno permesso invece di raggiungere, con amici, il San Nicola di Bari per un concerto di Vasco Rossi nel giugno del 2024. La dissenteria pesante che lo aveva colpito non ha convinto l’azienda che ha verificato e una volta scoperto il trucco ha deciso di licenziare l’operaio. Il 52enne però, ricostruisce il Corriere della Sera, ha fatto ricorso al Tribunale di Trani. Ma non ha vinto. L’operaio così è stato condannato a 5 mila euro di spese legali dal giudice del Lavoro Eugenio Carmine Labella.
Il messaggio Whatsapp per avvisare in azienda: «Sto male». Poi la mail dell’azienda
Il 26 giugno del 2024 l’operaio manda prima un messaggio whatsapp e successivamente anche una mail al suo responsabile in azienda. Ha un brutto virus gastro-intestinale. «Una dissenteria», che lo ha messo ko e che non gli permette di presentarsi a lavoro. L’uomo invia anche un certificato medico per giustificare l’assenza. Sembrava fatta, poi l’8 luglio arriva la doccia fredda. La società invia per quella data una mail al 52enne dove si annuncia l’avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti per aver leso il vincolo fiduciario. «Lei è stato visto in compagnia di altre persone con zaino in spalla intento ad una fermata autobus. Nella circostanza pochi istanti dopo è stato visto salire sull’autobus e recarsi da Bisceglie a Bari alla volta dello stadio San Nicola dove ha assistito al concerto di Vasco Rossi il 26 giugno del 2024», recita la missiva. L’operaio nega, parla di accuse infondate, si arrabbia. Nulla da fare. L’azienda è sicura e lo licenzia.
Il colpo di scena in aula: cinque testimoni che erano con l’operaio sul bus per Vasco
Tra operaio e azienda c’è un tentativo di conciliazione che però fallisce. Arriva il 2025 e il caso approda nell’aula di un tribunale. Qui il colpo di scena. La società porta ben cinque testimoni, che hanno fatto il viaggio in autobus con lui per andare a vedere il concerto di Vasco. A quel punto l’uomo confessa e ammette il fatto. Comunicando «una falsa malattia» per recarsi «al concerto del noto cantante, ha leso irreparabilmente il vincolo fiduciario», spiega il giudice nella sentenza. Il licenziamento è quindi legittimo. Il Tribunale di Trani, rigettando il ricorso, ha inoltre condannato l’uomo alle spese legali.
