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Dai dubbi sulla successione politica alla pornografia: ecco i Google Trends dei funzionari iraniani

13 Aprile 2026 - 15:30 Alba Romano
leader iraniani
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Cosa cercano veramente sulla rete i funzionari statali iraniani che hanno accesso a internet, mentre la gente comune soffre il blocco internet che isola l'Iran dal resto del mondo

Il blocco internet in Iran continua ormai da più di 40 giorni: si tratta del più lungo blocco a livello nazionale della storia. Non tutti gli iraniani, però, affrontano le stesse difficoltà: «Durante un blocco totale di Internet, solo funzionari, dirigenti di determinate istituzioni, media statali e individui in possesso di “SIM bianche” [SIM anonime che permettono di effettuare chiamate senza rivelare la propria posizione geografica o il numero di telefono, ndr] possono navigare sul web direttamente, senza bisogno di eludere i filtri», si legge su Iran International. Un’analisi dei Google Trends riconducibili ai funzionari iraniani negli ultimi 35 giorni, riportata sul sito internet di informazione iraniano, rivela preoccupazioni e interessi forse inaspettati in tempi di guerra e di crisi.

Le ricerche dei cittadini comuni prima del blocco: gli interessi economici

I dati sulle ricerche della gente comune in Iran, che utilizzava normali indirizzi IP locali, sono sempre stati facilmente rintracciabili e monitorabili, almeno fino a febbraio 2026, data dell’inasprimento delle misure per il blocco totale di internet. Così i cittadini si rivolgevano alla rete tra gennaio 2025 e gennaio 2026, confessando le loro maggiori preoccupazioni: le ricerche più frequenti riguardavano il «prezzo dell’oro», il «dollaro», dati su «immatricolazione auto». Per lo più preoccupazione economiche, quindi, dopo che nei giorni precedenti al blocco il Ministro delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, Sattar Hashemi, aveva annunciato che ogni giorno di interruzione di internet avrebbe causato perdite dirette pari a circa cinque trilioni di toman (circa 100 milioni di euro).

Le preoccupazioni dei cittadini con l’avvicinarsi del blocco internet

Con l’avvicinarsi dell’ombra della guerra di fine febbraio, invece, erano aumentate ricerche su Google che riguardavano una certa apprensione dei cittadini iraniani rispetto all’inasprimento del blocco internet. Tra le voci più diffuse quindi figuravano: «quando si connetterà internet» (+4.800%), «npv tunnel» (+3.850%), «viva vpn» (+ 2.100%) e «Psiphon» [un software open source ideato per aggirare la censura delle istituzioni statali, ndr], con un incremento del + 2.000%. Tali ricerche dimostrerebbero il timore dei cittadini iraniani di rimanere tagliati fuori dal resto del mondo dal punto di vista informatico.

Mentre gli ultimi dati sulle ricerche dei cittadini comuni mostravano come la sete di informazioni e la paura di essere isolati dal resto del mondo predominassero nella vita quotidiana, ora disponiamo – come riporta Iran International, solamente delle ricerche eseguite tramite l’utilizzo di SIM bianche da parte dei funzionari statali: infatti, «il database di Google in Iran si è svuotato degli utenti comuni».

I dati sulle ricerche dei funzionari iraniani

I dati sulle ricerche dei funzionari iraniani rivelano alcuni interessi prevalenti, tra i quali la questione energetica e quella relativa al futuro politico iraniano. Così la ricerca sul «prezzo del petrolio Brent» è salita del 2.500%, parallelamente a quella di nomi di figure chiave del potere come «Mojtabi Khamenei» (+1.700%), «Arafi», da Alireza Arafi, leader supremo ad interim dell’Iran (+2.250%). Ma anche «Ejei», che si riferisce a Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, capo della magistratura e membro del triumvirato ad interim, con una crescita del 900%, così come frasi come «Pastore di Teheran» (+1.350%) e «leadership beat», ovvero notizie sulla leadership, con un aumento del 1.000%. Le ricerche dimostrano che, nel pieno della guerra con l’America, la ricerca di rapporti di potere e la questione della successione sono state la principale preoccupazione della classe politica iraniana. Infine, anche «Minab» sarebbe comparso molte volte nelle ricerche, con un incremento dal 1250 al 1500%.

Le ricerche di contenuti sessualmente espliciti

Il dato che certamente suscita più interesse, però, in un periodo di forte crisi e di minaccia continua di un’escalation sempre più violenta, è quello relativo alle ricerche a sfondo sessuale. Mentre infatti le ultime ricerche delle persone comuni erano incentrate sulla paura di rimanere isolati dal resto del mondo, sembra infatti che i funzionari iraniani abbiamo fortemente intensificato il loro interesse per i contenuti sessualmente espliciti. Tra questi quindi spiccano tra le top ricerche: «super», «film senza censure», «adulterio», «verruche genitali» e«codice sulla privacy». Ma anche parole relative all’anatomia fisica come «vagina», con una crescita del 500%, «testicolo», con una crescita del 600%, e «ano» con un +400%. Il blocco internet avrebbe quindi smascherato l’ipocrisia della classe dirigente, secondo Iran International: assisteremmo a «una classe che, da un lato, prescrive restrizioni, filtri e messaggi interni alla società, e dall’altro, nei suoi spazi più sicuri con accesso illimitato a internet, monitora contemporaneamente gli equilibri di potere nel “mondo della leadership” e cerca liberamente contenuti pornografici e parole come “codice sulla privacy”».

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