Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpGiorgia MeloniPapa Leone XIVViktor Orbán
ESTERICrisi Usa - IranDonald TrumpPapa Leone XIVVaticano

Perché Trump ha attaccato Papa Leone XIV. Quei «comportamenti pessimi» a due passi dallo scoppio della guerra in Iran

13 Aprile 2026 - 14:10 Stefania Carboni
trump papa leone
trump papa leone
Le posizioni dei prelati americani già ai tempi dell'Ice fino alla convocazione al Pentagono del nunzio e cardinale Christophe Pierre. Come si sono sgretolati i rapporti tra Vaticano e Washington

Oggi il presidente Usa Donald Trump ha attaccato Papa Leone XIV, la cui colpa è quella di aver fatto finora quello che da sempre fa un Pontefice: chiedere pace nel mondo, quando una guerra, come quella degli Stati Uniti contro l’Iran, rischia di far precipitare il mondo in un baratro. L’attacco, mai successo finora nella storia americana, di uno dei leader più potenti al mondo verso la Chiesa Cattolica ha però molteplici segnali anteriori. Fatti di piccole crepe tra il Vaticano e Washington, culminate oggi con una dichiarazione diplomaticamente sgrammaticata: «Il Papa è stato eletto grazie a me».

Cosa è accaduto alla convocazione al Pentagono del nunzio Pierre

Il segnale più recente è la convocazione al Pentagono del nunzio e cardinale Christophe Pierre dal sottosegretario Elbridge Colby. Avviene il 22 gennaio, oltre un mese prima dell’inizio della guerra in Iran. La convocazione, formalmente, sarebbe stata fatta per il discorso al corpo diplomatico tenuto da Papa Leone tredici giorni prima. Attenzione però. Dell’esito di questo appuntamento si sa solo negli ultimi giorni. Il sito dedicato al Papa Letters from Leo, che ne parla, descrive di una rottura dei rapporti. Funzionari americani avrebbero ribadito che gli Usa sono pronti con ogni mezzo militare per imporre i propri interessi globali. E avrebbero esortato la Santa Sede a schierarsi con l’amministrazione. Un invito imprudente, «comportamenti pessimi». Lo riferisce un sito di settore, ma tanto basta per far montare il caso. La notizia dilaga, fino all’intervento del Dipartimento della Difesa. Dal Pentagono smentiscono le tensioni e parlano di un incontro «sostanziale, rispettoso e professionale» con il cardinale Pierre. Ma non è finita qui.

La critica dell’arcivescovo di Washington McEleroy: «Guerra immorale in Iran»

Se si scorrono all’indietro le lancette dell’orologio arriviamo alla giornata di ieri. Quando Leone XIV ha chiesto il cessate-il-fuoco per il Libano, dove i bombardamenti israeliani stanno colpendo i civili. A spalleggiarlo c’è l’arcivescovo di Washington, Robert McElroy, che ad una veglia per la pace parallela a quella del Papa a San Pietro ha definito quella in Iran una «guerra immorale». Il gesuita statunitense James Martin ha spiegato a Repubblica inoltre che i toni si sono alzati davanti alle recenti dichiarazioni di Trump. Il Papa «raramente nomina i politici», spiega, ma «i suoi recenti commenti sembrano essere stati provocati dalla dichiarazione di Trump di voler distruggere un’intera “civiltà”. Sicuramente ciò meritava una risposta dal Vaticano, e l’ha ricevuta».

La tecnica di mandare avanti i cardinali

Lo stile di Papa Leone, come elabora oggi Giansoldati su Il Messaggero, è da sempre elegantemente diplomatico. A differenza del suo predecessore, Papa Francesco, Leone XIV non cita i diretti interessati nella geopolitica mondiale e preferisce affidare agli episcopati le prese di posizione più esplicite. Lui rimane un generico custode della parola del Vangelo. Così nelle chiese americane non sono mancate critiche sulla metodologia dell’Ice e oggi anche quelle della guerra contro l’Iran. Settimane e settimane di “guerra” in casa, che Trump non ha mai saputo contenere. E che adesso è sotto gli occhi di tutti.

leggi anche