Dino Carta, l’audio choc prima dell’omicidio. La frase al killer: «Ma che fai? Mi spari?» – Il video

«Ma che fai? Mi spari?». Sarebbero queste le ultime parole di Annibale Carta, detto Dino, il 42enne ucciso nella serata di lunedì 13 aprile a Foggia, mentre portava a spasso il cane sotto casa. A rivelarlo è la trasmissione Ore14, che ha dato notizia di un audio ripreso da un circuito di video sorveglianza di un condominio, situato a circa trenta metri dal luogo dell’agguato, in via Caracciolo. Stando a quanto emerso dalle indagini, il killer del personal trainer, si sarebbe allontanato con una bicicletta. La procura di Foggia indaga a tutto campo ma per ora non ci sarebbero ancora indagati.
Personal trainer ucciso a Foggia, in un video esclusivo gli istanti in cui si è consumato l’omicidio di Dino. #Ore14 pic.twitter.com/BRw86vmse2
— ore14rai2 (@ore14rai2) April 15, 2026
L’audio: «No, non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro»
In base all’audio diffuso dalla trasmissione Rai ci sarebbe stato un diverbio tra Dino e il killer. Probabilmente a causa del cane, ma ancora non è chiaro l’esatto movente. Prima di essere ucciso, Carta avrebbe pronunciato diverse frasi, in un dialogo fatto di tensioni. «Capisci, se cambi idea ti ammazzo?», avrebbe detto l’interlocutore. Poco dopo c’è la reazione incredula del 42enne: «Ma che fai? Mi spari?». Subito dopo si sentono chiaramente i quattro colpi di pistola. E la frase terrorizzata: «No, non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro». Dino Carta sarebbe stato freddato alle spalle con dei colpi sparati da una pistola di piccolo calibro. Gli inquirenti escludono la pista della criminalità organizzata: Carta era inoltre incensurato.

La procura: le voci vanno verificate
Sull’audio diffuso, le cui voci sono ancora da verificare, è intervenuto il procuratore capo di Foggia Enrico Infante. «C’è un audio andato in onda questo pomeriggio in tv, di cui non abbiamo parlato noi. Facile mandarlo in onda e commentarlo ma banalmente abbiamo bisogno, ad esempio, di una consulenza fonica per capire le voci. Questo vale anche per filmati o video analoghi. Occorrono le verifiche e i riscontri. Purtroppo, mi rendo conto, i tempi delle investigazioni non sono quelli di una opinione pubblica allarmata e anche dei media che sono preoccupati e che vorrebbero avere risposte in tempo reale ma questo purtroppo non può essere. L’impegno è massimo. Tutti avvertono la peculiarità e la drammaticità di questo caso, una persona normale e perbene uccisa sotto casa sua. Comprendo benissimo la preoccupazione dell’opinione pubblica e la dinamica dei mezzi di informazione».
