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Il bambino seviziato e torturato da sei studenti del liceo francese a Torino

21 Aprile 2026 - 07:17 Alba Romano
liceo francese internazionale studenti seviziano bambino
liceo francese internazionale studenti seviziano bambino
Gli aggressori hanno filmato gli abusi. Poi condivisi online. Il ragazzino è stato colpito anche con un coltello

Sei studenti del liceo francese internazionale Jean Giono Turin sono indagati dalla procura dei minorenni di Torino. I reati ipotizzati sono atti persecutori e lesioni personali aggravate. Le contestazioni iniziali prevedevano anche la tortura e il revenge porn. Secondo la ricostruzione degli inquirenti di cui parla La Stampa se la sono presa contro un bambino che frequenta le elementari. Forse erano addirittura 10. Per questo il numero degli indagati e dei reati potrebbe ampliarsi.

Il caso

Il caso nasce con la denuncia dei genitori del bambino. E oggi la procura ha fatto sequestrare cellulari, pc e dispositivi elettronici degli adolescenti indagati. Nelle chat, nelle conversazioni su WhatsApp, in tutto ciò che è stato pubblicato sui social da indagati e testimoni gli inquirenti potrebbero trovare elementi di prova fondamentali. Perché gli aggressori hanno filmato gli abusi. Poi condivisi online. Per ora non si trova un motivo comprensibile della condotta degli studenti. Il bambino è stato preso a calci e pugni e poi torturato con un coltellino. Non conosceva gli aggressori.

In bagno

La prima aggressione si è svolta nel bagno della scuola dove era da solo. Ma i reati sono stati perpetrati in «ripetute e numerose occasioni». Minacce e molestie tali da creare nel piccolo «un perdurante stato di ansia e paura». Lui ha provato a gridare ma nessuno è mai intervenuto. Poi ha cominciato ad avere incubi e attacchi di panico. E improvvisamente non riusciva più a scrivere. Nella notte prima di Natale «Adesso basta!» è il grido che sveglia i genitori. Poi la testimonianza con lo psicologo e la polizia. In cui parla anche del coltello.

«Se parli faremo male alla tua famiglia».

Durante le perquisizioni viene trovato proprio un coltellino. «Se parli faremo male alla tua famiglia», avrebbero detto al bambino. Che intanto è stato iscritto a un’altra scuola. Lontano da loro.