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Eurostat conferma la doccia fredda per l’Italia, deficit/Pil al 3,1%: slitta l’uscita dalla procedura Ue. La rabbia di Meloni

22 Aprile 2026 - 20:06 Giovanni Ruggiero
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Resta stretta la strada del governo per la prossima manovra di bilancio. La premier: «Colpa del Superbonus». Le stime di crescita debole e la previsione di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo almeno nel 2027
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Il deficit italiano si è attestato al 3,1% del Pil nel 2025, in calo rispetto al 3,4% del 2024. Lo confermano sia Istat che Eurostat, che hanno pubblicato le rispettive stime nella stessa giornata. Questo valore allontana l’uscita dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, che la Commissione Ue esaminerà a inizio giugno nell’ambito del Semestre europeo. Il debito pubblico, invece, secondo l’Istat, è salito al 137,1% del Pil, 2,4 punti percentuali in più rispetto al 134,7% registrato nel 2024.

Cosa cambia con la conferma di Eurostat per i conti pubblici

Il dato sul deficit era particolarmente atteso perché rappresenta la base su cui il governo costruisce il nuovo Documento di finanza pubblica, il testo che fotografa l’andamento dei conti e le prospettive dell’economia italiana. Le previsioni, in un contesto internazionale segnato dall’incertezza e dai prezzi dell’energia tornati a salire per effetto della guerra in Medio Oriente, dovrebbero essere riviste prudenzialmente al ribasso. Il Dfp andrà trasmesso a Bruxelles entro fine mese. Con il 3,1% certificato da Eurostat, i margini di manovra del governo si restringono. Come ricorda il Corriere della Sera, restare nella procedura per disavanzo eccessivo significa non poter liberare risorse aggiuntive in vista dell’ultima legge di bilancio della legislatura, e rende più complicato l’accesso ai prestiti del programma Safe sulla difesa, le cui spese sono stimate in circa 12 miliardi nel prossimo triennio.

La rabbia di Meloni: «Colpa del Superbonus»

«Fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il Superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al Governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi». A scriverlo sui social è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando le stime Eurostat sul rapporto deficit/Pil dell’Italia.

Il governo chiede la sospensione del Patto di stabilità, ma Bruxelles frena

Da giorni l’esecutivo preme sulla Commissione europea affinché valuti la possibilità di sospendere il Patto di stabilità, sul modello di quanto fatto a marzo 2020 con lo scoppio della pandemia, per attutire i contraccolpi del caro energia. Bruxelles, tuttavia, ha già fatto sapere in più occasioni di non ravvisare le condizioni per uno stop temporaneo alle regole di contabilità pubblica.

Renzi attacca Meloni sui conti pubblici: «Governa male, molto male»

È il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a partire per primo con la polemica sui dati di Eurostat: «Il governo ha fallito l’obiettivo del 3% sul deficit/Pil. È una brutta notizia per l’Italia e conferma il fallimento di Meloni dopo il record della pressione fiscale al 43,1% e dopo aver superato la Grecia nel rapporto debito/Pil. Giorgia comunica bene e governa male. Molto male».

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