Non solo cacciamine: pronta una fregata italiana per lo Stretto di Hormuz. Ma a delle condizioni (incluso l’ok del Parlamento)

C’è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili ad essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz. Ma per l’invio – che può avvenire solo in sicurezza – saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l’autorizzazione del Parlamento. Lo apprende Ansa da fonti informate.
Ieri il Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, aveva chiarito alla Commissione Difesa, che l’Italia era pronta, con l’invio di 4 imbarcazioni. «La Marina è pronta a effettuare un’operazione di sminamento. Ovviamente – ha poi aggiunto – queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata».
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«Auspichiamo un riconoscimento, che riteniamo dovuto, per il personale impiegato sui Cacciamine e su tutte le unità eventualmente coinvolte nelle attività operative nello Stretto di Hormuz. In particolare che possano beneficiare del contingentamento di missione e di un adeguato trattamento economico, coerente con il livello di rischio, responsabilità e impegno richiesto in scenari ad alta intensità operativa», ha dichairato Ciro Ironico, segretario generale aggiunto del Siulm Marina. Giovedì ha incontrato il contrammiraglio Cristo Salvatore Traetta, comandante della quinta divisione navale, di stanza alla Spezia. Della divisione fanno parte anche gli otto Cacciamine classe Gaeta, una parte della quale potrebbe essere inviata prossimamente nel Golfo Persico.
