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A Gaza si torna alle urne: com’è andato il primo storico voto dopo 20 anni di Hamas e due di guerra

25 Aprile 2026 - 23:26 Simone Disegni
epa12912720 A woman casts her vote in the municipal elections in Deir al-Balah, in the central Gaza Strip, 25 April 2026. These elections are the first to be held in Gaza in twenty years, and the first in the West Bank since the outbreak of the war.  EPA/HAITHAM IMAD
Le elezioni locali palestinesi in Cisgiordania ma anche a Deir el-Balah, in tendoni di fortuna. L'Ue: «Avanti con la democratizzazione»
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I palestinesi della Striscia di Gaza sono tornati oggi a poter votare per la prima volta dopo 20 anni. Non tutti: soltanto gli abitanti di Deir el-Balah hanno potuto recarsi alle urne di fortuna per le elezioni municipali, perché le sue infrastrutture sono state danneggiate in maniera relativamente minore rispetto al resto della Striscia durante i due anni di guerra tra Israele e Hamas. Le condizioni di vita nella Striscia restano fragilissime, nel quadro di un cessate il fuoco quanto mai incerto. Anche per questo l’affluenza alle urne è stata molto bassa a Deir el-Balah, del 21,2% secondo i dati forniti dalla Commissione elettorale palestinese. Urne ospitate, in una città comunque devastata dalla guerra, all’interno di tendoni in fibra. Resta il fatto che quella di oggi è una giornata storica per la Striscia: è la prima volta che i residenti palestinesi possono esprimere un voto libero dal 2006, quando le elezioni legislative premiarono Hamas, che l’anno dopo prese poi il potere assoluto espellendo con la forza Fatah e imponendo la sua dittatura. E le voci raccolte tra gli abitanti di Deir el-Balah da Al Jazeera raccontano di molti palestinesi del posto finalmente determinati a dire la propria dopo anni di libertà negate e guerra.

Il voto in Cisgiordania e il percorso verso il dopo Abu Mazen

Nel complesso sono stati quasi 1,5 milioni i cittadini palestinesi chiamati al voto in questo sabato 25 aprile per eleggere i loro rappresentanti locali. Deir el-Balah a parte, tutte le altre città e villaggi al voto si trovano in Cisgiordania. Qui l’affluenza alle urne è stata del 53,44%. «Siamo molto lieti di esercitare la democrazia nonostante tutte le sfide cui facciamo fronte, a livello sia locale che internazionale», ha detto il presidente dell’Anp Abu Mazen, che ha dovuto di fatto acconsentire a indire le nuove elezioni locali anche per soddisfare le attese dei partner internazionali. Con gli accordi del “piano Trump” che hanno portato al cessate il fuoco a Gaza, l’Anp si è anche impegnata a riformare la propria struttura istituzionale, redigendo una nuova Costituzione e convocando nuove elezioni legislative, che non si tengono pure in Cisgiordania dal 2006. L’Ue ha parlato del voto di oggi come di «un passo importante verso una più ampia democratizzazione e una governance locale più forte, in linea coi processi di riforma in corso». La maggior parte delle liste presentatesi è allineata col partito al potere di Fatah oppure composta da candidati indipendenti. Assente dalla competizione Hamas: solo a Deir el-Balah era in corsa un candidato considerato allineato alla milizia.

In copertina: Una donna al voto per le elezioni municipali a Deir al-Balah, Striscia di Gaza – 25 aprile 2026 (Ansa/Epa – Haitham Imad)

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