Francesco Dolci: «Non sono io l’uomo del video nel cimitero in cui è sepolta Pamela Genini». L’appello dei carabinieri

Francesco Dolci nega di essere l‘uomo nel video del cimitero in cui era sepolta Pamela Genini. Smentendo così le indiscrezioni di stampa che attribuivano agli investigatori la convinzione «all’80-90%» che fosse lui. Dolci ha parlato a Dentro la notizia, in un servizio da casa sua in cui si trova la famosa botola dove è stato rinvenuto un capello biondo. «Non sono mai entrato di notte nel cimitero (quello di Strozza, dove è avvenuta la profanazione)». Un uomo è stato registrato dalle telecamere di sorveglianza tra il 16 e il 18 marzo, nei giorni in cui il camposanto era chiuso per le estumulazioni.
Pamela Genini e il cadavere
Pamela Genini è stata uccisa con 30 coltellate nel suo appartamento nel quartiere milanese di Gorla. Nel pomeriggio di quel 15 ottobre aveva comunicato all’ex compagno Gianluca Soncin, 52 anni, originario di Biella, la fine definitiva della relazione, cominciata nel marzo 2024. Lui è in carcere per omicidio. Per la tomba la procura di Bergamo, diretta da Maurizio Romanelli, ha aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto, reati previsti dall’articolo 411 del codice penale, che stabilisce una pena da due a sette anni, aumentata quando il fatto avviene all’interno di un cimitero.
Mai entrato di notte nel cimitero
«Non sono mai entrato di notte nel cimitero (quello di Strozza, dove è avvenuta la profanazione)», dice Dolci. «Se anche fosse non vuol dire niente. Si tratta di una persona che va fuori da un cimitero: non è un reato. Sono un libero cittadino, non sono indagato. Non è un reato passare dalle parti del cimitero», conclude. E quando gli domandano se la testa di Pamela verrà ritrovata replica: «Lo spero, presto verranno presi gli autori del reato, io penso questo». Secondo gli investigatori il vilipendio risalirebbe a mesi prima: tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, subito dopo i funerali di Pamela.
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L’investigatore privato
Nei giorni scorsi Dolci si è rivolto all’investigatore privato Ezio Denti. Che, scrive oggi il Quotidiano Nazionale, ha declinato ogni forma di collaborazione: «Ho deciso di non accettare l’incarico da parte di Dolci. Con quelle premesse no. Dovevamo vederci, ma a quel punto io ho detto che non avrei accettato». E aggiunge: «Due-tre giorni fa sono stato al cimitero di Strozza con Dolci per rendermi conto di persona, ad esempio della posizione delle telecamere: c’era un silenzio totale». E azzarda: «Di notte in quel posto c’è troppo silenzio per non sentire nulla di strano. Chi ha compiuto un gesto simile potrebbe aver agito di giorno, approfittando della chiusura del cimitero per lavori».
L’appello dei carabinieri
Intanto dai carabinieri arriva una richiesta di collaborazione nell’ambito delle indagini per risalire ai responsabili della profanazione della salma di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano. «Emerge la necessità – sottolineano i carabinieri del comando provinciale di Bergamo – di acquisire il maggior numero di informazioni in relazione alla manomissione del loculo temporaneo in cui il feretro era stato tumulato il 24 ottobre 2025. Per tali ragioni si rende necessario acquisire ogni immagine, foto o video, del loculo, realizzata nell’arco temporale compreso tra il 24 ottobre 2025 ed il 23 marzo 2026».
Su disposizione della procura della Repubblica di Bergamo i carabinieri invitano «chiunque fosse in possesso di tali immagini, a trasmetterle in originale all’indirizzo di posta elettronica indaginevilipendio@proton.me. Nella mail di trasmissione dovranno necessariamente essere indicati: la data in cui sono state realizzate; i dati anagrafici del mittente; un recapito telefonico per essere ricontattati in caso di necessità, assicurando la massima riservatezza». I carabinieri confidano «in una attiva partecipazione e nel senso civico della collettività, nella consapevolezza che anche un contributo apparentemente marginale potrebbe risultare utile e decisivo».
