Nessy Guerra e il “contratto di sottomissione” all’ex marito da firmare per evitare l’arresto in Egitto

Nessy Guerra, 26 anni, di Sanremo, vive in Egitto da latitante e potrebbe essere arrestata da un momento all’altro. È stata infatti condannata anche in appello per un adulterio che lei dice di non aver commesso. Ha una figlia di tre anni e secondo la sua avvocata ha ricevuto anche la pena accessoria dei lavori forzati. «Non è ancora chiaro in cosa consistano», dice al Corriere oggi la sua avvocata Agata Armanetti. Il marito le ha invece proposto di perdonarla «ma solo se torni con me e ti sottometti».
La storia di Nessy Guerra
«I lavori li temiamo», aggiunge Armanetti. «Ma anche se non venissero applicati, le condizioni delle carceri di quel Paese fanno paura. Stiamo preparando un ricorso in Cassazione, ma la mia assistita rischia di finire in cella ogni ora». Intanto lei continua a dire che è innocenti: «Tre falsi testimoni sono bastati per condannarmi sino in secondo grado, ignorando prove, ritrattazioni e il quadro clinico del mio ex Tamer Hamouda». Poi mostra il documento che le ha mandato il marito. È scritto in arabo, si tratta di un «contratto di matrimonio islamico-italiano», ma secondo la difesa non è una proposta di pace familiare: «È un perimetro di controllo». Il testo prevede che Nessy torni a vivere con l’ex marito da cui ha divorziato nel 2024, lo segua nei suoi spostamenti e non abbandoni il «tetto coniugale» senza consenso.
Modesta, fedele, senza ornamenti e nudità
Secondo il documento Nessy dovrebbe impegnarsi a essere «una moglie modesta», «fedele», a non mostrare «ornamenti e nudità» in pubblico, sui social e in privato. Dovrebbe consegnargli «le password degli account social e dei dispositivi elettronici, autorizzarlo ad accedervi e comunicargli ogni modifica». E riconciliarsi pubblicamente con lui sui media con tanto di richiesta di scuse. Nelle dichiarazioni finali, attribuite alla moglie, compare poi la promessa di dimenticare il passato, essere «timorata e fedele», non avere segreti, non compiere più «azioni indecenti» contro di lui e restare al suo fianco.
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La custodia della figlia
La custodia della bambina di tre anni in caso di scioglimento dell’accordo resterebbe in modo definitivo al marito. Secondo l’avvocata a Nessy veniva chiesto di sottomettersi al marito, disciplinando libertà personale, relazioni, comunicazione e maternità». L’ex coniuge, secondo la difesa, è già stato condannato dal tribunale di Genova. I reati sarebbero maltrattamenti, stalking, violenza privata, percosse, lesioni e truffa nei confronti di un’altra donna.
Da qui l’appello: «Da due anni chiediamo al governo Meloni passi formali per ottenere la grazia che consentirebbe a Nessy e a sua figlia di rientrare in Italia in sicurezza. Non possiamo aspettare che venga arrestata per un presunto adulterio». Il 6 maggio il Pd ha portato il caso davanti a Montecitorio. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto di aver chiesto «con forza» al collega egiziano Abdelatty la collaborazione del Cairo, ottenendo disponibilità a «raggiungere soluzioni rapide e positive».

