Trova interi fogli di carte Yu-Gi-Oh! tra i rifiuti e diventa ricco: la storia del venditore misterioso e il messaggio di sua madre su Facebook

Il caso delle carte Yu-Gi-Oh! ritrovate nella spazzatura in Texas sta scuotendo il mercato dei collezionisti. Un misterioso venditore ha recuperato centinaia di fogli rari, rivendendoli per decine di migliaia di dollari, ma la vicenda ha preso una svolta inaspettata quando la madre del venditore si è introdotta sul gruppo Facebook, svelando dettagli che hanno permesso di collegare il “tesoro” a una nota stamperia industriale.
Dozzine di fogli non tagliati
C’è un motivo se questa storia è salita agli onori della cronaca: il venditore non ha pubblicato annunci relativi a carte collezionabili, ma a “fogli” di carte collezionabili. Si tratta, letteralmente, dei grandi fogli su cui decine di carte alla volta vengono stampate nelle stamperie industriali, e che poi vengono tagliati per produrre le singole carte destinate alle bustine. A volte un foglio contiene degli errori di allineamento, di stampa o di altro tipo, e per questo viene destinato all’inceneritore. Può capitare che questi fogli non vengano distrutti e finiscano sul mercato secondario: è qualcosa che alle aziende del settore (Konami, Pokémon o Wizards of the Coast) dà molto fastidio, fatto che li rende ancora più desiderabili vista la loro natura “proibita”. Negli anni, collezionisti, negozi e rivenditori del mercato secondario si sono specializzati nel commercio dei fogli ed è stato proprio uno degli amministratori del gruppo Facebook “Uncut Sheets Collectors” ad accorgersi per primo della comparsa di strani annunci su Ebay.
Grezzo, bizzarro e troppo economico
«Ho comprato il primo foglio di Draghi Argento Occhi Blu che ha messo in vendita per 1000 dollari e ne valeva molti di più» ha detto Nick, nome di fantasia per restare anonimo, del gruppo Uncut Sheets Collectors a 404 media. «Dopo qualche altro acquisto ho iniziato a preoccuparmi e gli ho chiesto dei video per vedere cosa aveva a disposizione. Tra carte rarissime ed errori di stampa (che alzano il valore sul mercato secondario, ndr), il ragazzo aveva quasi un milione di dollari di fogli tra le mani. Gli ho chiesto quanto voleva per tutto e mi ha detto 15.000 dollari, ci ho pensato per un attimo ma quando è successo le origini delle carte erano ancora troppo opache».
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Altri membri del gruppo Facebook si sono fatti meno scrupoli e hanno raccontato di come abbiano acquistato dall’anonimo venditore texano fogli dall’alto valore commerciale a cifre relativamente basse. Il denominatore comune di tutte le interazioni dei membri del gruppo con il protagonista della storia era uno stile comunicativo molto grezzo e arrogante. Uno dei suoi messaggi è diventato iconico tra i membri del gruppo: «Amico, ho guadagnato più di 60.000 dollari con queste f*****e carte di Yu-Gi-Oh! che ho trovato nella spazzatura. Sto per andare a fare un video di dove ho preso queste t***e e te lo faccio vedere. Ora pagate tutti un prezzo premium».
La mamma è entrata in chat
Con il passare dei giorni e l’aumentare delle aste, il comportamento del venditore texano si è fatto molto erratico. I fogli venivano messi in vendita su Ebay e ritirati poche ore dopo. Sono iniziati ad apparire post su TikTok in cui veniva annunciata l’apertura di una lotteria perché «è l’unico modo legale che ho di smerciare questi affari», per poi sparire a distanza di giorni. Alcuni fogli hanno iniziato ad arrivare danneggiati (ma gli utenti parlano di rimborsi rapidi e senza problemi) e il tono dell’anonimo venditore si è fatto più aggressivo: «Stupidi idioti, scommetto che voi t***e non ne sapete nulla di tutto questo. Ho preso tutto dalla spazzatura».
Quando Nick lo ha richiamato all’ordine, sua mamma è apparsa nei commenti: «Nick, ti suggerisco di rimuovere ogni menzione alle informazioni personali di mio figlio. Non hai alcun diritto né motivo di pubblicare il suo passato su Internet, non ha nulla a che fare con il suo profilo Facebook o altro. Questa situazione deve finire subito» per poi aggiungere in un altro commento: «Ok, permettetemi di chiedere una cosa a tutti: se trovaste le stesse cose che sono state trovate nella spazzatura, ovvero i fogli non tagliati, carte e simili, provereste o no a venderli?».
Una compagnia di demolizioni e un cassonetto fortunato
Al contrario del figlio, la madre non aveva un profilo del tutto anonimo e, tramite i suoi post online, gli utenti del gruppo Facebook sono riusciti a risalire al business di famiglia: un’azienda di riciclo del metallo che opera nella periferia di Dallas, a pochi chilometri da una sede di Cartamundi. Konami (che possiede Yu-Gi-Oh!), Pokémon e altre aziende che si occupano di carte collezionabili non hanno delle stamperie di proprietà e si affidano ad aziende terze per stampare le loro carte. La più famosa e rispettata è la belga Cartamundi che da 30 anni stampa Magic, Yu-Gi-Oh!, figurine dello sport e tutta una serie di altri prodotti collezionabili. Una volta triangolata la probabile posizione del venditore, 404 Media ha contattato un negozio di carte collezionabili della zona che non solo ha confermato di conoscere di persona l’anonimo venditore texano ma che, probabilmente può anche ipotizzare l’ubicazione del prezioso cassonetto: il parcheggio di un centro commerciale proprio accanto alla fabbrica di Cartamundi.
Il nuovo messaggio su Facebook
Non è chiaro chi abbia comprato cosa e, soprattutto, quanti soldi si è intascato il fortunato venditore. Dopo qualche settimana di silenzio (il suo ultimo post pubblico era del 31 marzo) il 4 aprile appare un messaggio nel gruppo Facebook: «Sono tornato in affari gente, nuovi fogli presto in vendita». In tutto questo l’azienda Konami non ha proferito parola sui suoi account ufficiali, ma è improbabile che il team legale dell’azienda giapponese abbia passato l’ultimo mese con le mani in mano.

