Domenico Caliendo, l’audio del chirurgo Oppido: «Ho tolto il cuore prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni»

Il cardiochirurgo Guido Oppido ha espiantato il cuore malato del piccolo Domenico Caliendo prima che venisse controllato lo stato del nuovo organo proveniente da Bolzano. Lo testimonia un audio del medico in merito a quello che accadde nel pomeriggio del 23 dicembre scorso. Il bambino, poi, morì il 21 febbraio a causa del trapianto fallito. La conversazione, riporta oggi Il Corriere della Sera, è stata registrata da altri colleghi nel corso di una riunione informale con altri sanitari, convocata prima dell’audit disposta dal Ministero del Sanità all’ospedale Monaldi di Napoli. Registrazione che ora è finita agli atti dell’inchiesta della Procura partenopea (seguita dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) per omicidio colposo. Sul caso del piccolo Domenico sono sette i medici indagati, tra cui Oppido e la seconda operatrice Emma Bergonzoni che respingono le accuse di falso nella cartella clinica.
«Lo avevo tolto prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni»
«Il cuore io lo avevo tolto prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni, quindi non abbiamo avuto scelta, ok?» riporta la trascrizione delle parole del cardiochirurgo. Nell’interrogatorio preventivo di fine marzo, Oppido aveva detto di non aver sottratto l’organo prima dell’arrivo del box frigo. Verrà sentito il prossimo 21 maggio davanti al gip di Napoli Mariano Sorrentino. Il medico sostiene di aver avviato la cardiectomia solo dopo avere ricevuto l’assenso (da parte di uno dei sanitari presenti che però ancora non è stato identificato) a una sua domanda circa la presenza del cuore in sala operatoria.
«La colpa è da cercare a Bolzano»
Nella conversazione registrata Oppido inoltre difenderebbe anche la collega Gabriella Farina, che aveva seguito il cuore da espiantare a Bolzano: «Lei chiede del ghiaccio e le viene dato del ghiaccio secco, è come se uno va al bar e chiede un bicchiere d’acqua e gli danno la varechina; la colpa non può certo essere sua; la colpa è da cercare a Bolzano». E infine il medico inisiste: «Non ho colpa; come hanno detto tutti in tv, tutti i trapiantologi Rinaldi, Pace, Gargiulo, Barberida, Mariano Feccia, Pasquale Fratto, tutti si sono espressi dicendo che avrebbero fatto esattamente le stesse identiche cose». E proprio Rinaldi, ricorda il Corriere, verrà poi scelto come componente del pool di periti del giudice per le indagini preliminari delegato all’incidente probatorio, prima di uscirne anche in relazione alle obiezioni evidenziate dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, proprio sul parere preventivo dato sull’operato del dottore Oppido.

