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Omicidio Bakari Sako, il 15enne tarantino confessa l’accoltellamento: «Sono profondamente dispiaciuto. Volevo difendere i miei amici»

15 Maggio 2026 - 14:21 Alba Romano
bakari sako
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Oggi gli interrogatori dei giovani che facevano parte del gruppo che ha aggredito e ucciso il 35enne maliano. Sul 15enne aggiungono: «Non ci siamo accorti che lo aveva accoltellato»
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Ha confessato l’omicidio ritenendosi «profondamente dispiaciuto» il 15enne accusato di aver sferrato le coltellate che hanno ucciso il 35enne maliano Bakari Sako. A quanto si è appreso, durante le dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto Paola Morelli nell’udienza di convalida del fermo, il ragazzo ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un’aggressione. Anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakari e di non aver notato che perdeva sangue.

Piantedosi: «Escludo la caccia al migrante»

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha escluso l’esistenza di una «caccia al migrante» in Italia, commentando l’omicidio del 35enne, ucciso il 9 maggio nella città vecchia di Taranto. A margine del comitato interprovinciale per la sicurezza tenuto a Bari, Piantedosi ha definito l’episodio «gravissimo», sottolineando che eventuali motivazioni legate alla discriminazione razziale renderebbero il fatto «ancora più grave». Il ministro ha aggiunto che le indagini hanno ormai delineato il quadro dell’accaduto.