Più ricavi e passeggeri ma conti in rosso: il paradosso di easyJet colpita dalla guerra in Iran

Il rialzo dei prezzi del carburante torna a pesare sui conti delle compagnie aeree europee. Stavolta a pagare il prezzo più alto è easyJet, che ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2025-2026 con una perdita lorda di 552 milioni di sterline, nonostante la crescita di ricavi e traffico passeggeri. A gravare è l’incertezza geopolitica legata al conflitto in Medio Oriente e ai timori di tensioni sulle forniture energetiche globali, mentre l’International Energy Agency avverte del rischio di una possibile «zona rossa» per il mercato petrolifero già nei prossimi mesi.
Caro kerosene: 25 milioni di sterline in extra costi
La compagnia britannica con sede a Luton ha registrato ricavi in aumento del 12%, saliti a 3,95 miliardi di sterline, con un incremento dell’8% dell’offerta di posti e una crescita del 6% dei passeggeri trasportati. Migliora anche il coefficiente di riempimento, salito di due punti fino al 90%. Tuttavia, solo nel mese di marzo, il rincaro del carburante ha generato extra-costi per circa 25 milioni di sterline. L’amministratore delegato Kenton Jarvis ha spiegato che il gruppo si considera preparato ad affrontare la fase di incertezza legata alla crisi in Medio Oriente, grazie a un robusto piano di investimenti. Jarvis ha escluso al momento rischi di interruzione delle forniture di carburante, sottolineando che la compagnia continua a operare regolarmente e che i clienti possono continuare a prenotare voli approfittando di tariffe competitive.
Quanto pesa il carburante
Nel semestre i costi del carburante sono aumentati del 3%, raggiungendo 982 milioni di sterline, e per la seconda parte dell’anno easyJet prevede un ulteriore incremento fino al 3%. Attualmente il 72% delle forniture è coperto a un prezzo di 726 dollari per tonnellata, ma la compagnia stima che ogni aumento di 100 dollari per tonnellata comporti un aggravio di circa 35 milioni di sterline.
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La strategia di Kenton Jarvis: flotta e investimenti
Per contenere i costi, easyJet punta sul rinnovo della flotta: entro il 2027 prevede di ridurre le spese operative di circa 250 milioni di sterline grazie alla progressiva sostituzione degli Airbus A319 con i più efficienti Airbus A320neo e Airbus A321neo. Parallelamente il gruppo continua a investire nella crescita di easyJet Holidays, considerata strategica per sostenere la redditività nel medio periodo.
In Italia, mercato che easyJet considera il secondo più importante dopo il Regno Unito, la compagnia punta a rafforzare le basi di Aeroporto di Milano Malpensa e Aeroporto di Napoli-Capodichino, oltre a sviluppare ulteriormente le attività presso Aeroporto di Milano Linate e Aeroporto di Roma Fiumicino.
L’allarme dell’IEA: «Rischiamo una zona rossa»
Sul fronte energetico, il direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol, ha lanciato un duro monito intervenendo alla Chatham House di Londra. Secondo Birol, senza un rapido miglioramento della situazione in Medio Oriente e una piena riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, il mercato globale del petrolio potrebbe entrare in una fase critica già tra luglio e agosto. «Le riserve si stanno erodendo», ha dichiarato, sottolineando che servirà molto tempo per riportare produzione e raffinazione ai livelli precedenti al conflitto.

