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La Stampa e Meloni “furiosa” per le pubblicità di Renzi nelle stazioni

21 Maggio 2026 - 07:34 Alessandro D’Amato
giorgia meloni furiosa pubblicità renzi stazioni
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Quando c'era lei i treni arrivavano in ritardo»: la premier se la prende con le Ferrovie. E con Salvini
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La furia di Giorgia Meloni, puntata n. 930840923859024. Stavolta è La Stampa a raccontare di una riunione d’emergenza delle Ferrovie dello Stato. Con l’amministratore delegato Stefano Donnarumma che ha ricevuto una telefonata dal ministero dei Trasporti. Alla stazione Termini di Roma appare da qualche giorno un manifesto della campagna di Italia Viva per il 2 per mille. «Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo», c’è scritto seguendo i canoni dell’iconografia fascista. L’immagine si trova proprio accanto al tabellone con gli orari delle partenze e degli arrivi.

La pubblicità di Renzi fa infuriare Meloni?

Un treno ad Alta Velocità su cinque non arriva in orario, secondo i dati di Altroconsumo. Ma Meloni non vuole avere colpe su questo. Anche perché semmai il ministero è di Matteo Salvini. Rfi è l’azienda che gestisce le stazioni: attraverso un’altra società, mette a rendita gli spazi pubblicitari. In questo caso dà spazio a una pubblicità contro Ferrovie. Che si trova anche sugli altri maxischermi delle grandi città. Naturalmente non c’è solo quella sul treno. “Quando c’era lei si pagavano più tasse”, “Quando c’era lei i giovani scappavano dall’Italia”, “Quando c’era lei l’Italia era meno sicura”, “Quando c’era lei la spesa si pagava di più” sono gli altri slogan.

I treni e la premier

Ma quello sui treni è il più efficace. Anche perché riprende uno slogan di Mussolini. Secondo La Stampa Palazzo Chigi ha chiesto spiegazioni al ministero dei Trasporti, mentre Fratelli d’Italia è andato a chiedere conto al Gruppo Fs. Dove la Lega la fa da padrone. Tra poco Donnarumma andrà a FiberCop e Giampiero Stisciuglio, attuale ad di Trenitalia, prenderà il suo posto. Accompagnato da Giuseppe Inchingolo, «potente capo delle relazioni istituzionali, uomo chiave di Salvini» secondo Ilario Lombardo. Per questo la premier viene descritta come furiosa. In questi casi spesso Palazzo Chigi successivamente smentisce tutto. Succederà anche stavolta?