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Perché l’Ivermectina non cura l’Hantavirus: la tesi sui social è priva di fondamento

30 Maggio 2026 - 23:45 Open Fact-check
Non esistono prove scientifiche e l'Organizzazione Mondiale della Sanità nega qualsiasi efficacia
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Secondo quanto sostenuto in diverse condivisioni Facebook, l’Ivermectina potrebbe funzionare «per l’Hantavirus». Quali, tutti gli Hantavirus o l’Andes virus? L’unico della sua famiglia a trasmettersi anche tra persone, che sta facendo parlare di sé in questo periodo. Si era già tentato di presentare l’antiparassitario come antivirale contro la Covid-19. Fa specie constatare che anche in questo caso si tende a confondere una famiglia di patogeni (i Coronavirus) con uno di essi, come il SARS-CoV-2. Queste tesi – nate negli ambienti vicini alle medicine alternative -, sono totalmente priva di fondamento. Del resto i parassiti non sono virus.

Per chi ha fretta:

  • Sui social si è diffusa la tesi secondo cui l’Ivermectina sarebbe un potente antivirale efficace contro l’Hantavirus.
  • L’Ivermectina è un noto farmaco antiparassitario: i suoi unici benefici dimostrati sull’uomo riguardano le infezioni da parassiti e non quelle da virus.
  • La tesi si basa sulle dichiarazioni di Nicolas Hulscher, figura già nota per la condivisione di teorie mediche prive di riscontri scientifici.
  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha smentito ufficialmente l’esistenza di studi o ricerche che dimostrino l’efficacia del farmaco contro gli Hantavirus.

La narrazione virale

Le condivisioni in oggetto riportano la seguente didascalia:

L’Ivermectina cura contro i parassiti, non contro i virus

Come abbiamo già spiegato in copiose analisi (per esempio quiqui e qui), i benefici dell’Ivermectina negli esseri umani non li nega nessuno, solo che riguardano gli effetti antiparassitari del farmaco. Sul resto non ci sono evidenze. Basti pensare che nel 2015 Satoshi Ōmura e William Campbell vinsero il Nobel per la medicina per aver scoperto che un insieme di composti chimici raggruppati nel termine «avermectina» riducevano l’incidenza della «oncocercosi», meglio nota come cecità fluviale, causata dal nematode Onchocerca volvulus, non da un virus.

L’Ivermectina può essere utilizzata anche per altre tre patologie: la scabbia complicata; la strongiloidiasi disseminata; tutta una serie di altri casi che prendono il nome di loaiasi. In Occidente l’uso più frequente è in campo veterinario per i cavalli.

Lo screen in oggetto si basa sulle dichiarazioni di una nostra vecchia conoscenza, Nicolas Hulscher, noto per aver contribuito assieme al collega Peter McCullough a diffondere disinformazione sulla Covid-19 e i relativi vaccini.

Nel caso ci fossero ancora dubbi, la stessa Nyka Alexander, responsabile della comunicazione dell’OMS per questo genere di emergenze, ha smentito l’esistenza di studi rilevanti a sostengo di una qualche utilità dell’Ivermectina nel trattamento delle infezioni dovute agli Hantavirus: «Non abbiamo visto alcuna ricerca che dimostri che l’ivermectina sia un trattamento efficace contro l’hantavirus», ha affermato (ascoltate dal minuto 11:28).

Conclusioni

La tesi che attribuisce proprietà antivirali all’Ivermectina contro l’Hantavirus è priva di fondamento scientifico. Come precisato dalle autorità sanitarie internazionali, l’efficacia del farmaco è strettamente limitata al contrasto delle infezioni parassitarie per le quali è autorizzato. Non esistono elementi clinici o studi epidemiologici che ne giustifichino l’impiego contro gli Hantavirus.

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