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Centri estivi sempre più cari, la batosta per le famiglie: circa 3mila euro per due figli. Milano è la città dove si spende di più – I dati

09 Giugno 2026 - 13:17 Anna Clarissa Mendi
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Il quarto Monitoraggio annuale realizzato dall’Osservatorio Eures-Adoc: le differenze territoriali e la spesa per i genitori
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Con la fine della scuola e l’avvio delle vacanze estive, molte famiglie italiane si trovano a fare i conti non solo con le esigenze legate al benessere psicologico, ma anche con costi crescenti che rischiano di gravare sui bilanci domestici. La lunga pausa estiva costringe infatti numerosi genitori, privi di una rete familiare di sostegno, a ricorrere ai centri estivi per conciliare gli impegni lavorativi con la cura dei figli. Una necessità che nel 2026 si traduce in una spesa sempre più elevata. A fotografare la situazione è il quarto monitoraggio annuale dell’Osservatorio Eures-Adoc, ripreso da AdnKronos, e realizzato su circa 200 strutture private distribuite in otto grandi città italiane. 

I risultati del monitoraggio

Dall’indagine emerge che la tariffa media nazionale per la frequenza a tempo pieno ha raggiunto i 179 euro a settimana per bambino. In pratica, otto settimane di attività estive comportano una spesa media di 1.432 euro per un solo figlio. Il conto diventa ancora più pesante per le famiglie con due bambini. Secondo le stime, la spesa complessiva arriva infatti a 2.764 euro per l’intero periodo estivo. A incidere è anche la scarsa diffusione degli sconti per fratelli: quasi la metà delle strutture monitorate (49%) non prevede alcuna agevolazione tariffaria, mentre dove presente la riduzione raramente supera il 10%, attestandosi mediamente intorno al 7%.

Il tempo ridotto non riduce i costi

Nemmeno la scelta del tempo ridotto riesce ad alleggerire significativamente il peso economico. La frequenza limitata alla fascia mattutina, senza pranzo incluso, comporta una spesa media di 119 euro settimanali, che nelle regioni del centro Italia sale fino a 130 euro. L’analisi dei dati raccolti tra il 2023 e il 2026 evidenzia inoltre una crescita dei prezzi ben superiore all’andamento dell’inflazione. A fronte di un aumento generale dei prezzi pari al 2,7% nell’ultimo anno, il costo medio dei centri estivi è cresciuto del 3,5% su base annua e addirittura del 27% nell’arco dell’ultimo triennio. In termini assoluti, ciò significa una spesa aggiuntiva di 38 euro a settimana per ogni bambino rispetto a tre anni fa.

Le differenze territoriali

Persistono anche forti differenze territoriali. Le regioni del Nord registrano i costi più elevati, con una media di 196 euro settimanali per il tempo pieno, seguite dal Centro con 185 euro e dal Sud con 143 euro. Tra le città italiane, Milano si conferma la più costosa in assoluto, con una tariffa media di 233 euro a settimana. Per una famiglia con due figli, otto settimane di centro estivo possono così superare i 3.500 euro complessivi. Alle spalle del capoluogo lombardo si collocano Firenze, con una media di 187 euro settimanali, Bologna con 181 euro – città che registra il rincaro più marcato degli ultimi tre anni, pari a 71 euro in più a settimana, che ha proposto di ridurre le vacanze estive -, Torino con 171 euro e Roma con 165 euro.

La situazione al Sud

Al Sud le tariffe risultano leggermente più contenute, ma continuano a rappresentare un onere significativo in rapporto ai redditi medi delle famiglie. Palermo registra una media di 153 euro settimanali, Napoli 142 euro (unica città in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente) e Bari 137 euro, nonostante quest’ultima abbia fatto segnare un incremento del 25,8% nell’ultimo anno. I dati dell’Osservatorio Eures-Adoc confermano dunque come il costo dei centri estivi stia diventando una voce di spesa sempre più rilevante per le famiglie italiane, aggravando le difficoltà di conciliazione tra lavoro e cura dei figli durante la lunga pausa scolastica.

Foto copertina: PEXELS / KSENIA CHERNAYA

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