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L’accusa a Maria Rosaria Boccia: «La sua tesi copiata al 91%»

09 Giugno 2026 - 07:55 Alba Romano
Maria Rosaria Boccia
Maria Rosaria Boccia
La procura chiude le indagini: le contesta il plagio e il falso
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Maria Rosaria Boccia ha copiato la sua tesi di laurea? Secondo la procura di Napoli è stata ripresa al 91% da altre fonti. Attingendo in particolare al lavoro di una neo laureata della Luiss. I pm Ciro Capasso, Claudio Onorati e l’aggiunto Vincenzo Piscitelli ipotizzano due accuse nei confronti della Boccia. Ovvero il plagio nella tesi di laurea conseguita alla Pegaso. E il falso, in relazione al contenuto di una autocertificazione – la dichiarazione di originalità dell’elaborato – con la quale la donna consegnava il suo lavoro alla università nel 2022.

Le lauree di Maria Rosaria Boccia

A Boccia, racconta oggi Il Mattino, è arrivato l’avviso di conclusione indagini: adesso sarà suo diritto essere interrogata dal pm entro 20 giorni. Poi la procura potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio. Boccia ha presentato una tesi in economia e management intitolata: «Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica». La laurea risulta molto simile (al 70%) a un lavoro del 2018 presentato al termine di un percorso triennale. Gli inquirenti ipotizzano una percentuale complessiva di plagio pari al 91%.

La replica

Spiegano gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, legali della manager: «Riteniamo doveroso ricordare che l’avviso di conclusione delle indagini non equivale in alcun modo a un’affermazione di responsabilità, né anticipa le determinazioni future dell’autorità giudiziaria, ed ogni valutazione nel merito non è assolutamente possibile senza aver visionato gli atti. Esprimiamo inoltre preoccupazione per la reiterata diffusione di informazioni relative a procedimenti giudiziari prima che gli atti vengano formalmente portati a conoscenza della persona interessata e dei suoi difensori. Ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dell’immagine, dell’onore e dei diritti della nostra assistita».

L’operazione di self cleaning

L’inchiesta è stata avviata a seguito di una denuncia presentata dalla stessa Università Pegaso, nell’ambito di un’ampia operazione di self cleaning avviata dallo stesso Ateneo. L’Università si ritiene parte lesa e si costituirà parte civile.

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