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È morto David Hockney, addio al grande pittore della pop art. I colori iconici e le quotazioni milionarie, le opere con l’iPad e la vita: chi era

12 Giugno 2026 - 12:30 Olga Colombano
È stato uno sperimentatore anche in tarda età. Tra i più grandi artisti contemporanei, ha raccontato il mondo attraverso decenni ricchi di colori brillanti, innovazioni e provocazioni
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David Hockney, l’artista britannico che ha raccontato il mondo attraverso i suoi colori brillanti e atmosfere sospese, è morto oggi, 12 giugno, all’età di 88 anni. Con i suoi caratteristici capelli biondo candeggina e gli immancabili occhiali rotondi, Hockney è stato una delle figure più riconoscibili e influenti dell’arte contemporanea. Conosciuto soprattutto per i paesaggi della sua
Inghilterra natale alle piscine della California, è stato una figura emblematica della pop art degli anni ’60. Hockney però non ha mai smesso di sperimentare e sfidare la società in cui viveva. Dalla pittura alla fotografia, dai celebri collage fotografici degli anni ’80 alle influenze cubiste, fino alle opere realizzate con strumenti digitali e iPad negli ultimi anni, la sua carriera è stata segnata da una continua ricerca di nuovi linguaggi per esprimersi.

Un artista che ha influenzato l’arte contemporanea

David Hockney a Londra nel 2015

Nato a Bradford nel 1937, era il quarto di cinque figli di una famiglia operaia che incoraggiò fin da subito la sua passione per l’arte. Studiò al Bradford College of Art e nel 1957 vendette il suo primo dipinto, un ritratto del padre, per 10 sterline. Obiettore di coscienza, svolse il servizio nazionale lavorando come assistente ospedaliero prima di iscriversi, nel 1959, al Royal College of Art di Londra. Il trasferimento a Los Angeles nel 1964 rappresentò una tappa fondamentale della sua carriera e influenzò profondamente il suo immaginario artistico. In quegli anni nacquero le opere che lo avrebbero reso celebre in tutto il mondo, caratterizzate da piscine turchesi, giardini luminosi e dall’architettura modernista tipica della California. Apertamente omosessuale fin dalla giovane età, in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora reato in Inghilterra, Hockney ha sempre cercato di affrontare il tema nelle opere. Negli ultimi anni ha vissuto tra Londra e la Normandia e, nonostante fosse affetto da problemi di udito e respiratori, non ha mai smesso di dipingere.

L’opera The Splash presentata all’asta di Sotheby’s a Londra nel 2020

Un artista irriverente e instancabile

Amante della vita mondana e delle feste, frequentò alcune delle personalità più celebri del suo tempo, da Andy Warhol a Dennis Hopper. Dietro l’immagine dell’artista eccentrico si nascondeva però un lavoratore instancabile. Continuò a dipingere e sperimentare anche dopo l’ictus che lo colpì nel 2012 e che compromise temporaneamente la sua capacità di parlare. Fumatore accanito per gran parte della sua vita, Hockney ha più volte sostenuto provocatoriamente che le sigarette avessero avuto effetti positivi sul suo benessere mentale.

L’opera Henry Geldzahler and Christopher Scott (1969) venduta dalla casa d’aste Christie’s nel 2019

A differenza di molti grandi artisti del passato, Hockney ha avuto la possibilità di assistere in prima persona al riconoscimento del proprio talento. Le sue opere sono entrate nelle collezioni dei più importanti musei del mondo e hanno raggiunto quotazioni record sul mercato dell’arte. Nel novembre 2018 un suo dipinto realizzato nel 1972, venne venduto da Christie’s per 90,3 milioni di dollari, stabilendo all’epoca il record mondiale per un’opera realizzata da un artista vivente.

L’opera Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) esposta al Tate Britain di Londra nel 2017