Un 3 scambiato per un 8: così l’Italia ha perso un’opera del Trecento pensando che fosse dell’Ottocento

Un errore di attribuzione del 2020 ha consentito l’uscita dall’Italia di un dipinto che oggi viene riconosciuto come un’importante opera del Trecento. Si tratta di un dipinto raffigurante la Madonna con bambino che, al momento della richiesta di esportazione, era stato esaminato dagli esperti del ministero della Cultura e considerato un’opera di modesto valore, attribuita alla metà dell’Ottocento. Sulla base di questa valutazione era stato rilasciato l’attestato di libera circolazione, il documento necessario per consentire la vendita e il trasferimento dell’opera all’estero. Successivamente, però, studi più approfonditi e interventi di restauro hanno portato a una conclusione completamente diversa. Il dipinto sarebbe infatti riconducibile a un Maestro del 1302, autore anonimo legato al ciclo pittorico del Battistero di Parma e figura di rilievo nell’arte medievale italiana. L‘errore sarebbe nato da una lettura sbagliata della datazione dell’opera. Il 3 infatti è stato confuso con un 8.
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La battaglia legale e la decisione dei giudici
La scoperta dell’errore temporale ha modificato radicalmente anche la valutazione economica dell’opera. La celebre casa d’aste Christie’s l’ha infatti inserita nel catalogo dedicato agli Old Masters, stimandone il valore tra 400.000 e 500.000 sterline. Di fronte a questa scoperta, il ministero della Cultura ha cercato di intervenire annullando nel 2023 l’autorizzazione concessa anni prima e tentando di bloccare la cessione del dipinto. L’acquirente, una società svizzera, ha però contestato il provvedimento davanti ai giudici amministrativi. Prima il Tar del Lazio e poi il Consiglio di Stato hanno stabilito che l’amministrazione non poteva revocare retroattivamente l’autorizzazione sulla base di una nuova valutazione effettuata dopo la vendita. La sentenza ha quindi confermato il diritto della società a mantenere la proprietà dell’opera, sancendo di fatto la perdita del dipinto per il patrimonio artistico nazionale.
Polemiche e interrogativi sulla tutela del patrimonio
La decisione ha scatenato un acceso dibattito politico e culturale. Diversi esponenti dell’opposizione hanno criticato la gestione del caso, sostenendo che una verifica più accurata avrebbe evitato l’esportazione di un’opera di tale importanza storica. Le critiche si concentrano soprattutto sulle procedure di valutazione adottate dagli organi competenti e sulla capacità dello Stato di individuare e proteggere i beni artistici di particolare valore prima che lascino il territorio nazionale. La vicenda della Madonna con bambino evidenzia inoltre le difficoltà che possono emergere nel complesso sistema di tutela del patrimonio culturale italiano. Un singolo errore di attribuzione, infatti, è stato sufficiente per trasformare un dipinto ritenuto secondario in un’opera di grande pregio ormai destinata al mercato internazionale.

