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Sorelline scomparse dalla casa famiglia: le ricerche nel lago e le lettere di Alisya e Sarah Di Giacinto alla mamma

14 Giugno 2026 - 08:04 Stefania Carboni
sorelline scomparse
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I genitori, separati da anni in modo conflittuale, hanno presentato due distinte denunce. Al vaglio ogni pista per la procura di Sulmona
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Sette giorni senza notizie, sette giorni di ricerche e interrogativi ancora senza risposta. Resta avvolta nel mistero la scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelline di 16 e 12 anni originarie di Minturno, svanite nel nulla nella notte tra sabato e domenica dalla comunità educativa “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I genitori, separati da anni e coinvolti in una lunga e complessa vicenda giudiziaria relativa all’affidamento delle figlie, hanno presentato due distinte denunce. Entrambi hanno rivolto degli appelli alle figlie invitandole a tornare a casa e seguono con apprensione gli sviluppi delle indagini. La Procura di Sulmona, secondo quanto ricostruito oggi da Il Messaggero, ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sta vagliando tutte le piste possibili. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali, che avrebbero ripreso alcuni veicoli transitati nelle vicinanze della struttura nelle ore compatibili con la scomparsa delle due ragazze. Non si esclude nulla: dall’allontanamento volontario al sequestro. Nelle ultime ore sono entrati in azione anche i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno effettuato ricognizioni sul lago di Barrea e controllato le arcate dei ponti della zona alla ricerca di eventuali tracce utili, con l’obiettivo di escludere anche l’ipotesi di un incidente.

La stanza sotto sequestro

La stanza occupata dalle due sorelle nella comunità è stata posta sotto sequestro, mentre i carabinieri stanno analizzando i telefoni cellulari delle ragazze, lasciati in struttura. Al vaglio messaggi e conversazioni. Il fidanzatino della maggiore ha raccontato ai carabinieri i dubbi che sembravano attanagliare Alyssa negli ultimi giorni. «Sembrava volesse dire qualcosa che non riusciva a esprimere», avrebbe dichiarato.

La delicata situazione in famiglia

Alisya e Sarah vivevano nella struttura dall’ottobre 2024 su disposizione del Tribunale per i minorenni di Cassino, nell’ambito di un percorso di tutela avviato dopo la separazione dei genitori. Le due sorelle avevano già trascorso periodi in altre comunità e solo nell’agosto scorso erano state nuovamente riunite. Secondo quanto riportato da Il Messaggero in alcuni atti, la madre era stata descritta come figura «manipolatrice», mentre entrambi i genitori erano stati indicati come non pienamente in grado di gestire la situazione. Solo nel maggio scorso, il padre Stefano, 39 anni, operaio a Minturno, aveva riacquistato la responsabilità genitoriale, avviando parallelamente un percorso di riavvicinamento alle figlie. E con loro il scambiava spesso messaggi e programmava visite alla casa.

Le lettere delle ragazzine alla mamma

Oggi Il Messaggero racconta anche delle lettere delle sorelline verso la mamma, consegnatele durante gli incontri protetti. Dentro ci sono il rapporto con lei, con il suo compagno, quello più difficile con il padre. La mancanza degli affetti, compresi i nonni, racconta la testata. «È brutto stare qui senza di voi», scrive Alisya in una lettera scritta il primo giorno dell’anno. «Dovete stare tranquilli. Tutto passerà. Ritorneremo a stare tutti insieme». E ancora: «Scrivo questa lettera in camera, nel silenzio tombale. Ed è molto brutto. Io ultimamente sono molto triste e preoccupata. Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani. Io vi voglio un mondo di bene e ve lo vorrò per sempre».

La dinamica

Secondo quanto ricostruito, le ragazze sarebbero uscite dalla comunità nella notte attraverso una porta danneggiata, in una fascia oraria compresa tra le 2 e le 6 del mattino. Frequentavano entrambe la scuola in Abruzzo e venivano descritte come studentesse tranquille e responsabili. Alisya, iscritta all’istituto turistico di Castel di Sangro, coltivava la passione per la danza, l’atletica e la criminologia. Sarah, che frequentava la scuola media di Barrea, era molto legata alla sorella maggiore e sognava di diventare estetista. In un messaggio audio diffuso dal proprio legale, la madre Valentina D’Acunto ha rivolto alle figlie parole cariche di emozione: «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata. Fateci sapere che state bene, vi prego, tornate». Le operazioni di ricerca, anche con droni, si stanno concentrando soprattutto nelle aree boschive attorno a Civitella Alfedena e lungo il lago di Barrea, luoghi che le due sorelle conoscevano bene e frequentavano abitualmente accompagnate dagli educatori della struttura.