G7, Merz regala la maglia della Germania a Trump: «È per te». La reazione del leader Usa – Il video
Da Evian – «Con Trump è andata benissimo, abbiamo parlato come se nulla fosse, abbiamo riso e scherzato, ma non avevo dubbi, tutto bene». Sono le poche parole con cui Giorgia Meloni avrebbe commentato coi suoi l’incontro col leader Usa ieri sera all’apertura del vertice G7, secondo quanto riporta il Corriere. Parole poi smentite da Palazzo Chigi, se non altro per quanto riguarda i presunti «frizzi e lazzi». Ma di certo per i leader europei il summit, agenda ufficiale a parte, sembra ridotto a un solo schema: strappare un sorriso, una stretta di mano, qualche parola di conforto a Trump, l’unico vero «potente» nella stanza. Che sia per capire cosa che accordo ha concluso davvero con l’Iran, cos’ha in mente sull’Ucraina, o se sia sbollita la sua rabbia con gli alleati su commercio e spese militari. Il padrone di casa Emmanuel Macron ha costruito tutto apposta – l’hotel nell’oasi verde di Evian, la vista sul lago, il golf club, la cena di gala stasera e soprattutto quella «da re» di fine summit mercoledì sera a Versailles. Ma a stupire tutti e dare la «zampata» inattesa per prendersi le attenzioni di Trump stamattina è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
June 16, 2026
Il regalo di Merz e lo stupore di Trump
Ancor prima che si aprisse la sessione di lavoro iniziale dedicata all’Ucraina con Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco ha fatto il giro del tavolo e ha raggiunto Trump, seduto tra Macron e Keir Starmer. Obiettivo: consegnargli una maglia della Germania personalizzata col suo nome e il numero 47. Riferimenti alle origini tedesche della famiglia di Trump (il nonno Friedrich emigrò negli Usa nel 1885 da Kallstadt, in Baviera) e al numero di questa presidenza degli Stati Uniti. Trump è parso sorpreso del regalo, sulle prime non ha neppure ben capito che la maglia dovesse tenersela. Poi Merz ha insistito: «È per te!». Allora Trump ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha posato sorridente per la foto di rito con Merz. Sotto gli occhi stupiti degli altri leader.

