Così Laura Ravetto ha cambiato idea anche sul femminicidio: «È discriminatorio»

Laura Ravetto ha presentato nel 2025 una proposta di legge sull’aggravante per femminicidio. Che ora è diventata «un’assurdità». Ma lei si difende oggi in un’intervista a La Stampa: «Incoerente è stato introdurre una fattispecie di reato che è incostituzionale: glielo dico io che sono una giurista. E glielo confermerebbe qualunque giurista. Come ha spiegato benissimo il generale Vannacci non è possibile creare un reato con una specificità sessuale della vittima. Non ha senso, sarebbe discriminatorio. Il valore della vita dell’uomo è uguale al valore di quello della donna».
Laura Ravetto, il femminicidio e l’anzianicidio
L’onorevole che dalla Lega è passata con Futuro Nazionale (e oggi altri tre potrebbero seguirla), sembra aver cambiato posizione insieme al partito. Ma lei giura che non è affatto così: «Per queste casistiche ci sono le aggravanti. E nello specifico nel nostro ordinamento ce n’è già una per il femminicidio e porta alla condanna di ergastolo. Non vedo incoerenza. Allora proposi di allargare l’aggravante all’ex partner, oltre che a marito ed ex marito, non un reato specifico. Non mi ascoltarono e fecero comunque il reato, una misura di bandiera da Giorgia Meloni ed Elly Schlein prima del 25 novembre».
E non vuole dimettersi dalla commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio: «Non capisco perché dovrei farlo quando mi limito a far notare l’ipocrisia di quanto è stato fatto. Sarebbe meglio concentrarsi sul trovare i braccialetti elettronici che servono e metterli su serio, sul fare in modo che i giudici applichino le misure e che le prese in carico delle denunce delle donne siano fatte subito. Così si aiutano le donne. Sarebbe inefficace oltre che incostituzionale e lo sa anche Giulia Bongiorno che nel 2018 nel “Codice rosso” introdusse l’aggravante».
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Le quote rosa
Poi ci sono le quote rosa. Nel 2014 (quando era in Forza Italia) le riteneva accettabili. Adesso ha cambiato idea: «Chi cerca di accusarmi di essere incoerente lo fa per negare la propria e nascondere di non aver fatto ciò che hanno promesso agli elettori. È passata un’era geologica, allora era una medicina amara da digerire, perché eravamo poche in Parlamento. Nel 2026 hanno ragione di esistere? Siamo tante elette, ci sono molte ministre, una premier e due leader di partito donne che potrebbero riempire le liste di donne senza che debba imporlo una legge, ma per merito».
Il Merito, l’appretto, l’immigrazione
Infine c’è la scena con l’appretto per il Merito. «Finalmente ora sono libera! Libera di dire la verità!…». Sei mesi fa, con la Lega, aveva difeso in tv il governo Meloni: «I rimpatri sono aumentati, quest’anno sono stati 7 mila. Con la sinistra al massimo eravamo arrivati a 4 mila…». Sei mesi dopo, però, da vannacciana, in Aula ha cambiato registro: «I rimpatri nel 2025 sono stati circa 6.700. C’è un’efficacia espulsiva pari a meno del 10% dei flussi in arrivo. L’Italia rimane tra gli ultimi Paesi in Europa…». Così, quando un suo follower le ha fatto notare la giravolta, lei si è imbizzarrita: «Avete ragione! Infatti il problema era prima, quando la Lega mi mandava in tv a difendere certe caz…! 6.700 rimpatri annui sono una miseria…».

