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Matteo Salvini sotto assedio: adesso il Capitano rischia che gli tolgano la Lega

16 Giugno 2026 - 05:48 Alessandro D’Amato
MATTEO SALVINI LEGA
MATTEO SALVINI LEGA
Il piano per il Viminale è saltato, per ora. Perché sarebbe un escamotage per togliergli il Carroccio. Intanto Vannacci avanza nei sondaggi. E gli sta rubando altri parlamentari
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Matteo Salvini è sotto assedio. E ha paura di dover rinunciare alla segreteria della Lega. Mentre i sondaggi come quello di Swg certificano che Roberto Vannacci ha raggiunto il Carroccio e ha messo la freccia per iniziare il sorpasso. E Giancarlo Giorgetti spiega: «Ci serve Zaia altrimenti finisce tutto». Per questo il Capitano ha rinunciato, per ora, a prendersi il posto di Matteo Piantedosi al Viminale. Intanto tre deputati del sud sono pronti a lasciare. E il consiglio federale che avrebbe dovuto decidere gli avvicendamenti (compreso quello con Massimiliano Fedriga) è per ora sospeso.

Matteo under attack!

A raccontare il momento difficile di Salvini oggi sono Il Foglio e La Stampa. Che raccontano come quello del ritorno al ministero dell’Interno per lui sarebbe una trappola. Perché sarebbe un’operazione per sfilargli il partito. Da una parte ha paura di un eventuale rifiuto di Giorgia Meloni, che sul no al rimpasto costituirebbe un asse irresistibile con Sergio Mattarella. Dall’altra capisce che così finirebbe la sua direzione politica del Carroccio. Zaia e Fedriga fanno sponda. L’ex presidente del Veneto nei piani del Capitano avrebbe dovuto fare il Vannacci: portare voti da capolista alle politiche e come ricompensa diventare presidente del Senato al prossimo giro. Ma il governatore dice di no. E ieri a Milano è apparso uno striscione all’Arena civica: “Grazie Matteo. Ma … Zaia segretario ora”.

«Zaia segretario ora»

Il Foglio fa i nomi dei deputati (che rispondono a Claudio Durigon) tentati dall’uscita: Giorgia Latini, Simona Loizzo e Giovanna Miele. Il partito sta salutando anche Matteo Pandini, il portavoce storico del capo che va in Enav. Anche perché per la sua campagna elettorale interna al centrodestra Vannacci sta riprendendo i cavalli di battaglia del Capitano e di Meloni. Per esempio il cosiddetto “mutuo tricolore”, ovvero un prestito garantito dallo stato per l’acquisto della prima casa per le “famiglie italiane”: è una proposta presente nel programma elettorale del centrodestra alle ultime elezioni. Ma anche la flat tax per alcune tipologie di contribuenti.

Vannacci e i no euro

Anche la mossa di prendere con sé Antonio Maria Rinaldi, che con Claudio Borghi e Alberto Bagnai faceva parte dei tre moschettieri No euro di Salvini, è sintomatico della politica del generale. Così come la partecipazione all’assemblea del geologo Stefano Sylos Labini, figlio dell’economista Paolo, che ha rilanciato l’idea di una moneta fiscale per aggirare i vincoli del patto di stabilità europeo. Un progetto che prevede l’emissione di debito da parte del Tesoro sotto forma di buono da scontare sulle tasse future. Ovvero i cosiddetti certificati di credito fiscale, oppure i minibot. Due proposte che vengono da FdI e Lega. Un altro esempio è il cosiddetto “quoziente familiare”, una proposta presente nei programmi della destra dai tempi di Alleanza nazionale.

L’assedio

La Stampa spiega che il consiglio federale di domani è saltato proprio perché non c’è accordo. E che Salvini è ormai sotto assedio. Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo Economico , chiede che siano valorizzati «i tanti amministratori capaci» a partire da «Massimiliano Fedriga e Alberto Stefani. La loro immagine e la loro età anagrafica ci consentono di guardare al futuro». Ieri sera il Capitano era alla cena della Lega alle Officine del Volo di via Mecenate a Milano. C’erano imprenditori, amministratori delegati e manager. Una cena esclusiva, anche per le quote richieste per la partecipazione, dai 2500 euro in su. E qualcuno ha malignato: «Devono tirar su soldi».

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