Perché “l’ingegnera della Lega” è indagata per Milano-Cortina: «Inchiesta a orologeria»

I giornali oggi la definiscono “l’ingegnera della Lega”. Dicono che ha in mano i dossier più importanti del ministero di Matteo Salvini. Elisabetta Pellegrini, dirigente del dicastero dei Trasporti, è stata perquisita dagli investigatori della Squadra Mobile. L’inchiesta è quella sull’appalto per la costruzione della cabinovia Socrepes a Cortina. Il valore è di 22 milioni di euro per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Ed è stato affidato con «estrema urgenza» ma sulla base di un ritardo di circa due mesi e mezzo nell’avvio della normale procedura del bando.
Chi è Elisabetta Pellegrini
La polizia ha acquisito cellulari e computer della dirigente e coordinatrice della struttura tecnica di missione del dicastero di Porta Pia. Che qualcuno, dice il Corriere, definisce la «ministra ombra». Salvini le ha rinnovato stima e fiducia. L’indagine è per turbativa d’asta. Sotto inchiesta c’è già Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario per le opere dei giochi e amministratore delegato di Simico spa, la società responsabile delle infrastrutture dell’evento. Il 28 maggio si è presentato davanti al procuratore capo di Belluno Massimo De Bortoli per alcune dichiarazioni spontanee. E poi Angelo Redaelli, amministratore delegato dell’azienda appaltatrice Graffer, e l’ingegnere di Simico Valeria Cepi.
Senza bando
Saldini ha detto ai pm che non ci sono rapporti privilegiati con la Graffer. Che è sotto inchiesta a Verbania per corruzione, falso e attentato alla sicurezza dei trasporti per la manutenzione di una cabinovia e una seggiovia in Val Vigezzo. Qui la storia riguarda la costruzione senza bando. Pellegrini è vicina anche a Luca Zaia, che l’aveva voluta per la Pedemontana. Ma ha anche un incarico da consigliera «per le questioni infrastrutturali» del vicepremier. E ha la sorveglianza sul Ponte sullo Stretto di Messina. Per questo, spiega Repubblica, dentro il Carroccio il sospetto è che l’avviso di garanzia sia un’altra manovra «a orologeria».
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Collusioni o condotte fraudolente
L’ipotesi di reato per cui sono stati avviati gli accertamenti della magistratura è di turbata libertà di gara d’appalto. Il progetto iniziale della cabinovia prevedeva la realizzazione a Cortina D’Ampezzo di un nuovo impianto di risalita, con stazione iniziale nel parcheggio Apollonio e quella terminale in località di Socrepes. Man mano che i lavori proseguivano, nacquero diversi problemi. Non ultima l’instabilità geologica del suolo sul quale erigere i pilastri dell’impianto a fune, uno dei quali aveva provocato uno smottamento. Erano state così introdotte alcune varianti, che avevano fatto lievitare i costi e impedito di terminare l’opera in tempo.
La cabinovia avrebbe dovuto trasportare il pubblico da fondovalle alle piste da sci dove le azzurre avrebbero conquistato medaglie; il pubblico venne così costretto a prendere dei bus navetta. Secondo l’ipotesi della procura, c’è il sospetto di collusioni o condotte comunque fraudolente volte a favorire l’azienda Graffer sfruttando le possibilità concesse dal criterio dell’affidamento diretto dei lavori.
Salvini e il Viminale
La grana scoppia mentre Salvini punta al Viminale. E il rimpasto potrebbe riguardare anche Matteo Piantedosi: «Potrebbe andare alle Infrastrutture. Sarebbe un bel cambio, visto che ci attaccano con le inchieste», confida un fedelissimo del leader. Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, racconta che il pressing sarà alto: «La nostra richiesta è forte, è l’unico modo per arginare Vannacci». Intanto Salvini insiste: «Opere pubbliche? Invece di un grazie finisci indagato. Ci sono tante difficoltà, le inchieste, le gufate, qualche parlamentare che se ne va… ma vado avanti».

