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Omicidio in Polonia: ucciso l’artista anti-Putin Semyon Skrepetsky. Fermati due bielorussi

16 Giugno 2026 - 21:06 Stefania Carboni
Semyon Skrepetsky
Semyon Skrepetsky
L'artista era celebre per le sue caricature provocatorie e dissacranti, anche sul leader del Cremlino
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Grave fatto di sangue nella Polonia orientale, dove l’artista e caricaturista russo Semyon Skrepetsky, noto per le sue durissime satire contro il presidente Vladimir Putin e il Cremlino, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco.

Il drammatico episodio, che rischia di assumere i contorni di un delicato caso internazionale, è avvenuto nella mattinata del 15 giugno a Biala Podlaska. Le autorità polacche hanno già fatto scattare i primi provvedimenti, bloccando due sospettati, bielorussi, nei pressi del consolato. Un killer ha colpito l’artista con tre proiettili per poi giustiziarlo a terra con altri due colpi a distanza ravvicinata.

La dinamica del delitto a Biala Podlaska

A confermare l’apertura di un’indagine per omicidio è stato Marcin Kozak, portavoce della procura distrettuale di Lublino. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti polacchi, Skrepetsky – il cui vero nome era Robert Kuzovov, 44 anni – è finito nel mirino di un killer non identificato che ha agito a volto scoperto o comunque armato di pistola.

Chi era Semyon Skrepetsky e perché temeva il Cremlino

Semyon Skrepetsky era una figura di spicco e divisiva all’interno del panorama del dissenso russo all’estero. Diventato celebre per le sue caricature provocatorie e dissacranti, l’artista prendeva di mira senza filtri le più potenti figure politiche di Mosca. I suoi disegni satirici non risparmiavano nessuno: dal presidente Vladimir Putin al leader ceceno Ramzan Kadyrov, fino alla figura storica del dittatore sovietico Joseph Stalin. Una delle sue opere più note e controverse reinterpreta la classica iconografia ortodossa, raffigurando Stalin mentre culla un piccolo Putin al posto della Madonna con Gesù Bambino.

Stalin Madonna che culla Putin bambino, di Semyon Skrepetsky

Nel 2021, a seguito del giro di vite del Cremlino contro la libertà d’espressione, Kuzovov aveva deciso di fuggire dalla Federazione Russa e di trasferirsi in Polonia, denunciando il concreto rischio di subire persecuzioni politiche in patria. Anche dall’esilio polacco, l’artista aveva mantenuto un profilo fortemente indipendente e controcorrente: pur partecipando attivamente alle manifestazioni e agli eventi della galassia dissidente, non aveva mai risparmiato critiche aperte e pungenti agli stessi leader dell’opposizione russa.

(in copertina Semyon Skrepetsky, durante le proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, Roma, 16 Giugno 2026)