Usa-Iran, Trump difende l’accordo: «Raggiunti tutti gli obiettivi prefissati e anche di più, la firma domani o venerdì» – La diretta

I mediatori di Iran e Stati Uniti starebbero valutando di firmare il memorandum d’intesa di 14 punti da remoto già oggi, anziché di persona venerdì in Svizzera. A riportarlo è Axios citando alcune fonti, secondo le quali la firma elettronica farebbe entrare in vigore prima le disposizioni dell’accordo per lo Stretto di Hormuz. Anche se la tempistica sulla firma dovesse cambiare, l’incontro fra il vicepresidente JD Vance e il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf al Burgenstock hotel di Lucerna si terrà come previsto. Intanto, il presidente Usa Donald Trump ha difeso l’accordo ed tornato a minacciare di ricominciare a «sganciare bombe» se Teheran non si comporterà bene. «Non è un testo finale, è un protocollo di accordo – ha detto il leader americano in un bilaterale con il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi a margine del vertice G7 di Evian – e se non mi piacerà, se non si comporteranno bene, ricominceremo a sganciare bombe in pieno sulle loro teste». Tutti gli aggiornamenti
Axios: «Mediatori Iran-Usa valutano di anticipare la firma, forse oggi»
Vance: «Buon accordo, se Iran ci dà quello che vogliamo otterrà benefici»
Trump: «Se Iran non si comporta bene, ricominceremo a sganciare bombe»
Rutte: «Bene l'accordo con l'Iran, azione Usa migliora la sicurezza»
Il Papa: «Soddisfazione per l'accordo tra Iran e Usa»
Leader G7: «Bene accordo Usa-Iran, pronti a contribuire»
I leader del G7 accolgono «con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei Paesi mediatori» e ne sostengono l’attuazione «pronti a contribuire». Lo si legge in una dichiarazione. «Abbiamo convenuto che l’iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine».
Teheran: «Israele fermi l'aggressione al Libano o reagiremo»
Media: «Il fondo da 300 milioni servirà ad incentivare gli investimenti in Iran»
Un fondo privato da 300 miliardi di dollari per incentivare gli investimenti in Iran. È quello previsto nell’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran che sarà firmato venerdì. Lo scrive Reuters sul suo sito, citando una fonte a diretta conoscenza dell’accordo e aggiungendo che oltre la metà della somma è già stata impegnata. Il fondo sarà composto interamente da risorse del settore privato. La fonte iraniana di alto livello ha dichiarato che Teheran aveva inizialmente richiesto 400 miliardi di dollari come risarcimento per i danni di guerra agli Stati Uniti, ma Washington ha rifiutato. È così nata l’idea del fondo, che si chiamerà Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
Il nuovo fondo infatti nasce come uno strumento di investimento privato, non è un programma di ricostruzione o di riparazione, e non includerà alcun finanziamento o sovvenzione governativa. Aziende con sede negli Stati Uniti, negli stati arabi del Golfo, in Asia, in Sud America e in Africa hanno accettato di impegnarsi nel finanziamento. Gli investimenti promessi riguardano energia, logistica, industria manifatturiera e trasporti. L’Iran, ricorda Reuters, non ha attratto praticamente alcun investimento estero diretto significativo negli ultimi quattro decenni a causa delle sanzioni statunitensi e internazionali.

