Lite Polonia-Ucraina, Zelensky restituisce la medaglia: «Non l’avevate revocata neanche a Mussolini». Cos’è successo

Un ruvido scontro tra i capi di Stato di Polonia e Ucraina minaccia di infragilire l’asse tra i due Paesi di fronte all’aggressività della Russia di Vladimir Putin. Il presidente polacco Karol Nawrocki ha infatti deciso di revocare il conferimento a Volodymyr Zelensky dell’Ordine dell’Aquila Bianca, il più alto titolo onorifico del Paese. Una ripicca, ha spiegato, per la decisione del leader di Kiev di dare a un’unità militare il nome di Esercito ucraino insorgente – un’organizzazione nazionalista del secolo scorso ricordata in Polonia soprattutto per un massacro di civili a Volyn. Zelensky si è preso 24 ore di riflessione, poi ha tratto le dirette conseguenze. Ha preso l’onorificenza e l’ha rispedita via posta dritta a Varsavia. Polemizzando apertamente con la scelta di Varsavia, ma tenendo la mano tesa ai polacchi.
La dura replica di Zelensky
Nawrocki «ha osservato che l’Ordine dell’Aquila Bianca non è un titolo ordinario, ma il simbolo di più alta fiducia della Repubblica di Polonia, che richiede non solo merito ma anche rispetto per i valori che fondano la nostra comunità. Se si ritiene che tale simbolo speciale possa restare a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schröder, di certo non ci metteremo a discuterne», ha affondato il colpo Zelensky ricordando alcuni leader variamente discutibili del passato cui l’Ordine è stato conferito e mai revocato. Ciò detto, ha ribadito il leader di Kiev postando pure la foto del certificato di invio postale della medaglia, «l’Ucraina è grata al popolo polacco per il suo sostegno e cooperazione, che giocano un ruolo significativo nella lotta per la nostra e vostra indipendenza dalla Russia». Quanto alla disputa storica, ha aggiunto Zelensky, «l’Ucraina resterà aperta a ogni forma di confronto con la Polonia utile ad evitare interpretazioni confliggenti di capitoli difficili e dolorosi del nostro passato condiviso, nel rispetto di tutte le vittime innocenti del 20esimo secolo».
June 20, 2026
Polonia-Ucraina, l’asse e gli screzi
Lo strappo tra Zelensky e Nawrocki arriva a pochi giorni dalla nuova edizione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, che dopo Roma lo scorso anno quest’anno si tiene proprio in Polonia, a Danzica. Zelensky dovrebbe partecipare, ma lo scontro a sfondo storico ora getta un’ombra sull’evento, in programma il 25 e 26 giugno. Sin dall’avvio dell’invasione russa nel 2022, la Polonia è sempre stata una delle più tenaci alleate dell’Ucraina, agendo oltre che da sostenitore politico anche da hub logistico chiave per ogni tipo di aiuto – militare, energetico, umanitario – dall’Occidente verso Kiev. Negli anni però gli screzi tra i due Paesi non sono mancati. Il più profondo nel 2023 ha riguardato l’export di cereali ucraini, liberalizzato dall’Ue per sostenere l’economia di Kiev, ma che gli agricoltori polacchi hanno denunciato come una forma di concorrenza sleale rispetto alla produzione interna, tale da far crollare prezzi e vendite. Un anticipo dei dissidi che si paventano in vari Paesi Ue – Italia compresa – in vista della possibile adesione di Kiev. Eppure proprio nel 2023 l’allora presidente Andrzej Duda – anch’egli del partito sovranista Diritto e giustizia – conferì a Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca in ossequio agli sforzi eroici dell’Ucraina nel resistere all’aggressione russa. Nel 2027 la Polonia tornerà alle urne.

