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Troppo caldo per lavorare, il governo vara la Cig in deroga. E rinvia (ancora) la tassa sui piccoli pacchi

22 Giugno 2026 - 22:23 Diego Messini
Le principali misure definite dal Consiglio dei ministri di lunedì: in arrivo un Commissario per l'edilizia per il Piano Casa
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Di fronte all’ondata record di caldo che sta colpendo l’Italia e l’Europa intera, il governo ha deciso di reintrodurre la possibilità per alcuni operatori economici di «sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore». Lo si legge nel resoconto del Consiglio dei ministri svoltosi nel pomeriggio di lunedì. La sospensione di certe attività lavorative in considerazione delle temperature roventi, già prevista negli scorsi anni, resterebbe dunque una possibilità a discrezione delle aziende. Si attende di capire a quali settori sarà applicata la possibile deroga per la Cig.

Slitta la tassa sui piccoli pacchi

Sul fronte economico il Cdm ha anche deciso di rinviare l’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi in arrivo da oltre i confini dell’Ue fino a 150 euro di valore. Col nuovo decreto Infrastrutture il balzello, previsto dalla legge di bilancio, è stato infatti prorogato al 1° ottobre. La proroga della tassa era nell’aria, come ricorda l’Ansa, dopo le lamentele delle associazioni della logistica. «Provocherà il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e farà perdere 25 milioni di euro allo Stato», aveva avvertito il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, in una lettera al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Non è la prima correzione cui va incontro questo dazio, introdotto da gennaio per contrastare l’avanzata dei colossi cinesi dell’e-commerce e dell’ultra fast fashion, ma che aveva già visto prima una sospensione fino a marzo e poi una proroga fino a luglio per farla partire in concomitanza con il dazio europeo.

Ecco il nuovo Commissario all’edilizia

Per quanto riguarda il Piano casa annunciato da mesi da Giorgia Meloni, il Cdm ha poi deliberato la nominato del Commissario straordinario che si occuperà delle case popolari: è l’architetto Felice Squitieri, già consulente tecnico di ministeri e amministrazioni pubbliche . Il suo incarico sino al 31 dicembre 2027 sarà per l’esattezza quello di Commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale. Squitieri, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, percepirà un compenso lordo complessivo di circa 490mila euro, potrà avvalersi di un sub-commissario e una struttura di supporto e potrà operare a mezzo di ordinanza, in deroga a ogni legge diversa da quella penale, fatti salvi il codice antimafia e quello dei beni culturali e vincoli Ue inderogabili. La sua nomina però viene criticata dalle opposizioni. La notizia infatti arriva mentre l’Aula di Montecitorio sta discutendo gli ordini del giorno al decreto Piano casa. «Ma vi sembra un comportamento rispettoso?», chiede il Pd. Nel mirino finisce anche il suo compenso. «C’è un commissario per il piano casa, che è la più grande agenzia immobiliare creata da questo governo, quindi non è giusto dargli uno stipendio fisso, dovrebbe andare a provvigioni», osserva il M5s.

Foto di copertina: Ansa – Ciro Fusco

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