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Gli cosparge le mani di gel disinfettante poi accende l’accendino: ragazzo disabile ustionato sul treno. Ipotesi atto di bullismo

22 Giugno 2026 - 14:28 Matteo Revellino
Il 17enne «ha una grave disabilità dovuta all'autismo», racconta il padre, che aggiunge: «Mio figlio poteva morire, dovremmo parlare di tentato omicidio»
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Un gioco finito male o un episodio di bullismo. Sono queste le due piste seguite dalla questura di Viterbo per fare luce sul grave ferimento di un 17enne affetto da una grave disabilità a bordo di un treno partito alle 17:15 da Viterbo, il 17 giugno scorso. Il ragazzo era accompagnato dai suoi compagni, con cui frequenta un istituto superiore del capoluogo. Secondo le prime ricostruzioni, del liquido disinfettante sarebbe finito sulle mani e in parte sui vestiti del minorenne. A quel punto un altro ragazzo del gruppo avrebbe acceso un accendino che, una volta azionato, avrebbe prodotto una fiammata e dato fuoco alle mani e ai vestiti del 17enne.

L’intervento per salvare il ragazzo

Il padre non ha dubbi: «Dovremmo parlare di tentato omicidio». Una tragedia evitata solo grazie all’intervento di un operatore di Trenitalia e di un poliziotto fuori servizio. Il treno si è quindi fermato nella stazione di Vetralla, permettendo il trasporto del giovane all’ospedale di Santa Rosa di Viterbo. La prognosi è di 20 giorni.

La versione del padre

La polizia indaga per capire quali siano i rapporti tra la vittima gli altri ragazzi presenti sul convoglio, allo scopo di appurare se il fatto sia stato solo una ragazzata finita male o se il giovane possa essere stato preso di mira proprio a causa della sua disabilità. Ma il padre non ha dubbi. Racconta a ViterboToday: «Mio figlio era seduto al piano inferiore di un treno a due piani quando è stato incitato a salire al piano superiore dove non c’era nessuno. I ragazzi erano in tre: hanno preso l’alcol, glielo hanno buttato addosso e hanno acceso il fuoco che, per fortuna, ha preso i vestiti. Poteva morire».

Il papà: «Nessuna lite ma cattiveria vera e propria»

Secondo il papà della vittima «non c’è stata alcuna lite. Hanno fatto una cattiveria vera e propria. Mio figlio è un ragazzo speciale, ha una grave disabilità dovuta all’autismo. È un ragazzo fragile che è facile ingannare e che non sa difendersi. Non riesce a capire chi gli è amico e chi no, non riesce a capire la cattiveria delle persone che si approfittano di lui, non riesce a distinguere cosa è bene e cosa è male. Quei giovani li conosceva, ma un amico non fa queste cose. Non ho parole per descriverli», aggiunge sempre a Viterbo Today.

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