Il Piano casa, la furia dei vannacciani e perché la parlamentare Bakkali ha scelto di sbattere la porta dell’aula: «Suprematisti di pezza» – Video
Duro scontro quello di ieri sera, 22 giugno, alla Camera nell’ambito dei lavori per il Piano Casa, che ha visto approvare, con 168 sì, la legge di conversione del decreto legge n. 66/2026. Il testo è ora trasmesso al Senato per la conversione definitiva entro il 6 luglio. Clima di fuoco, tra urla e porte sbattute, nato da una serie di dichiarazioni degli esponenti di Futuro Nazionale, tra cui l’insinuazione mossa dall’onorevole Rossano Sasso che cittadini stranieri di nome Abdul e Mohammed, grazie alla tutela della sinistra e di un «centrodestra sbiadito, timoroso e pavido» possano rubare il posto nelle case popolari ai ben più italiani Giuseppe e Maria. Così è esplosa l’ira del Pd che ha gridato alle «leggi razziali», mentre l’onorevole dem Ouidad Bakkali ha deciso di abbandonare l’Aula in segno di protesta. Open l’ha raggiunta per un commento.
Bakkali (Pd): quello degli esponenti di Futuro Nazionale è «squadrismo parlamentare»
Alla domanda su cosa l’abbia maggiormente spinta ad abbandonare l’Aula ieri durante la votazione sul Piano Casa, l’onorevole Bakkali è molto chiara: «La mia uscita avviene dopo aver ascoltato tutti gli interventi dei deputati di Futuro Nazionale». Non solo quindi l’intervento del deputato Sasso, che ha rappresentato solo il culmine di un’«escalation» con una «modalità da squadrismo parlamentare». «Ho provato con la voce a dire che stava dicendo cose inaccettabili», ma «per preservare la dignità delle persone, delle comunità, anche religiose», continua, «l’ultimo atto di protesta è stato sbattere materialmente la porta di quell’Aula».
Si riferisce alle affermazioni dell’onorevole FnV Rossano Sasso, che ha parlato di una sinistra e di una maggioranza che rincorrono i «filo-islamisti, gli amici dei musulmani». A loro, in uno scenario in cui nelle «nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe», ma «abbiamo Abdul», ha rivolto l’accorato appello: «Non rincorrete Abdul e Mohammed! Date una mano a Giuseppe e Maria! Sono soldi degli italiani!». Bakkali sbotta all’idea che qualsiasi bambino o ragazzo possa sentirsi offeso, quando magari è nato nello stesso reparto di maternità degli italiani “doc” sassiani, Giuseppe e Maria.
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L’ideologia suprematista di FnV e “l’assenza”del presidente della Camera
«Quello che Sasso vuole far passare è che loro sono quelli che preservano il diritto supremo, perché la loro è un’ideologia suprematista, dell’italiano puro sangue». Sfida, però Bakkali, a trovare un rappresentante di questa italianità pura: «l’italianità è un concetto plurale dalla sua fondazione». La sua è anche una denuncia sulla mancanza di moderazione delle discussioni in Aula, un luogo che ormai sente «non sicuro e non democratico» e «un palco dove, senza nessuna regola e nessun autocontrollo, poter dire qualsiasi cosa». A essersi macchiato di questa colpa, secondo la deputata, sarebbe stato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «Ci sono alcuni passaggi che io credo sia la Presidenza della Camera a dover fermare in maniera istituzionale».
La necessità, secondo la deputata dem, è quella di limitare il gioco compiuto da FnV con le sue dichiarazioni «borderline», che non risparmiano nessuno, ricorda, dalla comunità LGBT, ai migranti, fino alla stessa maggioranza: «C’è un grande assente in tutto questo, che è l’altro pezzo di destra. Ieri è stato silente tutto il tempo, prima e dopo, e non reagisce a nulla di tutto quello che fa Vannacci».
Ma quali vantaggi agli stranieri?
E quando le si chiede se sia vero che questo nuovo Piano Casa, così formulato, offre eccessiva garanzia ai cittadini stranieri o di origine straniera, la risposta di Bakkali tradisce una forte ironia: «Qui il problema non è a chi vengono assegnate le case popolari. È che qui non ci sono le case popolari e che, per quelle che già ci sono, non ci sono sforzi sufficienti per ristrutturarle, per riaprirle».
Un piano – continua – «che sembra più una speculazione edilizia molto piegata sul privato, più che sulle esigenze pubbliche di emergenza abitativa», tagliando fuori protagonisti istituzionali come regioni e comuni. E sul suo ordine del giorno, bocciato alle votazioni, per un’azione di valorizzazione della residenzialità universitaria, commenta: «Le residenze universitarie dovrebbero essere poste in un piano casa come priorità per i giovani».
Il sostegno dell’opposizione: le affermazioni di FnV un richiamo «alle leggi razziali»
Immediato il sostegno alla deputata Bakkali mostrato dai compagni di partito, ma anche da esponenti di AVS, M5s e persino Azione. Il dem Federico Fornaro ha affermato che FnV ha «superato un limite» e ha parlato di affermazioni che fanno correre la memoria «al ’38 e alle leggi razziali». Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, ha poi denunciato gli insulti che da giorni colpiscono la collega Bakkali: «Non ci si può nascondere dietro slogan vergognosi per alimentare odio».

