Gli Usa sbloccano 12 miliardi all’Iran, Netanyahu archivia l’asse con Trump: «Dobbiamo produrci le armi da soli» – La diretta

Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar, a Lucerna si è concluso con «interessanti progressi» secondo i mediatori e le trattative tra i due storici nemici proseguono ora a livello tecnico. Il vice presidente degli Usa, J.D. Vance, rientrato a Washington ha sottolineato come in Svizzera si siano «gettate le basi per un buon accordo», insistendo in particolare sugli impegni che Teheran avrebbe preso sull’apertura dello Stretto di Hormuz e le ispezioni dell’Aiea sul programma nucleare. Dall’Iran però trapela una linea almeno in parte diversa.
Ghalibaf: «Sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz»
Convinti della buona fede della controparte, comunque, gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni sul petrolio iraniano fino al 21 agosto. Teheran e Washington avrebbero anche raggiunto un accordo per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Il presidente Usa, Donald Trump, ha parlato ai giornalisti ribadendo i suoi avvertimenti: «Se l’Iran non rispetterà l’accordo o non si comporterà come dovrebbe, farò ciò che devo fare. Con l’accordo abbiamo aperto Hormuz e garantito che Teheran non avrà mai armi nucleari». In merito allo Stretto, il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf ha precisato che «sarà l’Iran a gestire Hormuz».
Netanyahu: «Basta dipendere dagli Usa»
«Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l’autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all’Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore». Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion.
Teheran: «'LAiea non potrà visitare gli impianti nucleari bombardati»
L’Iran non vuole che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ispezioni i suoi siti bombardati da Israele e dagli Stati Uniti. «Non abbiamo avuto alcun incontro con il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e non prevediamo che l’agenzia ispezioni gli impianti nucleari iraniani danneggiati dall’aggressione militare americana e sionista», ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Kallas: «Ue al lavoro per una nuova missione in Libano»
«Con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ho esaminato il sostegno dell’Ue alle Forze armate libanesi e il lavoro per l’istituzione di una nuova missione Ue nel Paese», lo afferma sui social l’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas, che ha aggiunto: «In Libano, Israele e Hezbollah sono intrappolati in un pericoloso ciclo di attacchi, contrattacchi e fragili cessate il fuoco». Kallas riferisce anche di aver parlato con il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, «dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e di come l’attuale tregua possa trasformarsi in una pace più duratura».
Bbloccati 12 miliardi di fondi Usa congelati
L’Iran ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di fondi iraniani congelati. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi. Lo ha dichiarato capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione.
Ghalibaf: «Lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall'Iran»
Il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha dichiarato: «Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz». Lo riportano i media israeliani.

