Basi Usa, Tajani chiama l’Iran per chiarire: «L’Italia estranea ad azioni di guerra» – La diretta

Mentre proseguono a livello tecnico i negoziati per passare dal Memorandum of understanding a un vero accordo di pace duraturo, Usa e Iran si scambiano messaggi pubblici altalenanti. Il segretario di Stato Marco Rubio, in viaggio nel Golfo, sottolinea che un accordo sarà benefico, ma che gli Usa non sono disposti a firmarlo ad ogni costo. Mentre Teheran mette il dito nella piaga delle divisioni tra alleati dopo le parole di Mark Rutte alla Nato sui voli partiti dalle basi Usa, sottolineando che l’Italia e gli altri Paesi europei sono stati «complici dell’aggressione» Usa.
Tajani chiama Araghchi: «Dall'Italia mai attacchi all'Iran»
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha telefonato al suo omologo iraniano Abbas Araghchi per rassicurarlo sull’estraneità dell’Italia alle operazioni di guerra condotte nei mesi scorsi da Usa e Israele. Lo ha annunciato lo stesso capo della Farnesina sui socia. «Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti», scrive Tajani. «Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz – aggiunge – favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali».
Hormuz, proseguono le evacuazioni di navi «intrappolate»
Circa 1.100 marittimi sono stati evacuati finora a bordo di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell’ambito di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite. Lo scrive Reuters, citando dati dell’agenzia marittima delle Nazioni Unite. I dati hanno mostrato che 57 navi hanno attraversato il canale navigabile nell’ambito del programma tra il 23 e il 25 giugno.
L'Iran: «Italia complice dell'aggressione Usa»
L’Iran rigira il dito nella piaga delle divisioni tra Usa ed Europa dopo la rivelazione di Mark Rutte sui voli di supporto alla guerra partiti dalle basi Usa nel Vecchio Continente. «L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas». Lo scrive su X il portavoce degli Esteri iraniani Esmaeil Baqei dopo l’intervista del segretario generale della Nato a Fox News.
Rubio: «Accordo con l'Iran, ma non ad ogni prezzo»
Gli Usa vogliono un accordo con l’Iran, ma «non a qualsiasi prezzo». Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio durante un incontro a Manama (Bahrein) con i ministri degli Esteri degli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Rubio ha affermato che gli Stati Uniti non accetteranno che lo Stretto di Hormuz appartenga a una singola nazione, aggiungendo che il fatto che l’Iran definisca i pagamenti come un pedaggio o una tariffa è «solo una questione di semantica». Rubio ha affermato che Washington desidera che l’accordo funzioni, ma si assicurerà che qualsiasi decisione presa nell’ambito dell’accordo «tenga conto degli interessi degli alleati e dei partner degli Stati Uniti».
Il petrolio torna ai prezzi pre-guerra
Il petrolio Brent, benchmark internazionale di riferimento per l’Europa, è sceso giovedì sotto i livelli precedenti all’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, grazie alla graduale ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del barile con consegna ad agosto ha perso nelle contrattazioni notturne oltre l’1%, raggiungendo i 72,44 dollari, rispetto alla chiusura di 72,48 dollari del 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio del conflitto.
Trump: «Ora il Medio Oriente è più sicuro»
«Abbiamo firmato un accordo che ha ottenuto ciò che nessun presidente aveva fatto prima: l’Iran non avrà mai l’arma nucleare». Lo ha ribadito Donald Trump a Washington. «Il Medio Oriente è ora più sicuro», ha aggiunto il presidente americano.

