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Scuola, dietrofront su Marx e Manzoni. Bisognerà leggere almeno sei libri, si studierà l’AI e cambierà l’approccio alla matematica: ecco come cambiano i programmi dei licei

26 Giugno 2026 - 15:45 Ygnazia Cigna
programmi liceo valditara
programmi liceo valditara
Il documento definitivo conferma l'idea di scuola del ministero, fondata su merito, radici occidentali e innovazione. Si attende ora il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione
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Dante resta. Manzoni e Marx anche. Ma ridurre le nuove Indicazioni nazionali per i licei alla permanenza dei Promessi sposi o della Divina Commedia significherebbe perdere di vista il quadro complessivo. La bozza definitiva delle nuove Indicazioni nazionali, che il ministero dell’Istruzione e del Merito si appresta a inviare oggi al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il parere consultivo, non si limita infatti a intervenire sui programmi scolastici. Il documento propone una vera e propria ridefinizione dell’identità culturale del liceo, fondata su alcuni pilastri che attraversano tutte le discipline. Dal recupero delle radici culturali dell’Occidente a una profonda revisione dell’insegnamento delle materie scientifiche, fino all’ingresso dell’intelligenza artificiale nella didattica.

La centralità dell’Occidente

Il primo elemento che emerge dal documento è la scelta di riportare al centro quella che viene definita l’eredità culturale dell’Occidente. Secondo il testo ministeriale, la scuola deve offrire agli studenti strumenti per orientarsi nel presente attraverso la conoscenza delle radici storiche e culturali europee. Per questo motivo, le nuove Indicazioni rivendicano esplicitamente la centralità della storia occidentale, della tradizione classica e della cultura europea come riferimento privilegiato del percorso formativo.

Dante e Manzoni non si toccano

La polemica che aveva accompagnato la diffusione delle prime bozze riguardava soprattutto il destino dei grandi classici della letteratura italiana. La versione definitiva chiarisce la questione. I Promessi sposi restano al secondo anno del liceo e continuano a essere, insieme alla Divina Commedia, una delle due opere la cui lettura viene considerata obbligatoria nel percorso delle scuole superiori. Nel documento si legge che il romanzo di Alessandro Manzoni deve rimanere al secondo anno «per l’importanza che questo libro ha avuto nella storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese».

Leggere almeno sei libri

Le nuove Indicazioni raccomandano poi la lettura integrale di almeno sei libri nel primo biennio, tre in prima e tre in seconda. Accanto ai classici della letteratura greca e latina, inoltre, viene prevista la possibilità di leggere alcune pagine della Bibbia, definita nel testo «un grande codice» della tradizione letteraria occidentale.

Filosofia: Marx resta, si aggiunge la Costituzione

Tra le modifiche più significative c’è quella che riguarda la filosofia. Gli studenti continueranno a seguire il percorso storico del pensiero, dall’antichità fino al Novecento, affiancando però a questa struttura una riflessione per temi e problemi. Anche Marx rimane presente all’interno del programma. Nei mesi scorsi, Avs aveva sollevato la polemica sul presunto taglio di alcuni autori come Marx, Spinoza e Leibniz perché, a differenza delle indicazioni del 2010, in quelle nuove non c’era il riferimento esplicito a questi filosofi. Altra novità rilevante riguarda poi l’introduzione dello studio delle radici filosofiche della Costituzione italiana. Nel quinto anno gli studenti dovranno approfondire le matrici culturali e filosofiche delle principali norme costituzionali, anche attraverso il dibattito sviluppatosi nell’Assemblea Costituente.

Storia dell’arte: la centralità del patrimonio italiano

Anche per la Storia dell’arte viene ridefinita l’impostazione della disciplina, attribuendo un ruolo centrale al patrimonio artistico italiano quale riferimento iniziale del percorso di studio, in dialogo con la più ampia dimensione mediterranea ed europea. «L’insegnamento di questa disciplina in Italia ha una peculiare responsabilità e costituisce un’opportunità unica, svolgendosi nel paese che custodisce un’altissima concentrazione di testimonianze storiche e artistiche e che è stato, per secoli, crocevia di scambi nel Mediterraneo e nel più ampio orizzonte europeo, luogo di migrazioni delle immagini e di contaminazioni delle forme», si legge nel documento.

Come cambia la matematica

Se l’attenzione mediatica si è concentrata soprattutto sulle materie umanistiche, il cambiamento più profondo potrebbe riguardare invece l’area scientifica. La matematica viene ripensata. L’idea di fondo è superare un insegnamento percepito come astratto e puramente tecnico per partire dall’osservazione della realtà, dai problemi concreti e dalle applicazioni pratiche.

L’intelligenza artificiale entra in classe

Tra le novità più significative c’è certamente l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei programmi scolastici. Come strumento tecnologico, ma anche come oggetto di studio. Le nuove Indicazioni prevedono che gli studenti sviluppino competenze specifiche per comprendere il funzionamento dei sistemi di AI, valutarne l’affidabilità e riflettere sulle loro implicazioni sociali. L’intelligenza artificiale compare in diverse discipline.

L’idea di scuola di Valditara

Al di là delle singole modifiche disciplinari, il documento restituisce una precisa idea di scuola. Le nuove Indicazioni insistono sul concetto di persona, sul ruolo delle relazioni educative, sul rispetto, sull’empatia, sulla collaborazione con le famiglie e sul valore del merito inteso come responsabilità personale. D’altronde, tutti cavalli di battaglia di cui lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è fatto portavoce. Il liceo viene descritto come il luogo in cui costruire non soltanto competenze disciplinari, ma una soggettività consapevole. Resta ora da vedere quale sarà la reazione del mondo della scuola.

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