Al Pride di Milano Schlein ricorda Mirko Moricone: «L’omotransfobia uccide, serve una legge». Gli organizzatori: «Siamo 350mila» – I video
Quello di Milano è un Pride che arriva dopo l’omicidio di Mirko Moricone, ucciso insieme alla madre, a Camaiore dal padre e lo ha sottolineato la segretaria del Pd Elly Schlein che ha voluto essere presente ribadendo la necessità di una legge. «L’omotransfobia uccide», ha dichiarato. «Purtroppo ha ucciso anche Mirko, che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni, assassinato a colpi di fucile dal padre insieme alla madre». La leader dem ha ricordato anche un messaggio pubblicato in passato dal giovane sui social. «Aveva scritto: “Per mio padre meglio morto che gay“. Davanti a questa tragedia deve riflettere tutta la società e tutta la politica, soprattutto chi ancora si chiede quale sia il senso dei Pride».

Il senso del Pride
Ma il senso, per Schlein, è chiaro: «Cambiare la cultura di un Paese in cui l’omotransfobia continua a fare vittime. L’odio e la discriminazione nei confronti delle persone Lgbtq+ possono sfociare in violenza, fisica e psicologica, e non possiamo ignorarlo», ha proseguito. «C’è ancora chi si stupisce del fatto che vogliamo una legge contro l’omobilesbotransfobia, come il Ddl Zan, affossato in Parlamento». Ha infine ribadito la richiesta di introdurre «l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici», sottolineando – dopo aver preso di mira il Ddl Valditara – che «troppe persone continuano a essere discriminate per quello che sono e questo non è accettabile, perché si tratta di diritti fondamentali, ha concluso per poi scatenarsi, con balli e canti, in strada.
In 350mila al Pride di Milano nonostante il caldo
Intanto, gli organizzatori del Pride hanno diffuso una prima stima delle presenze alla manifestazione, slittata alle 17 a causa del caldo: 350mila sono le persone che stanno sfilando a Milano. La testa del corteo non è ancora arrivata all’Arco della Pace ma si trova pochi metri prima, con il sindaco di Milano Giuseppe Sala che sfilerà per gli ultimi metri.
Gli striscioni contro Vannacci
Al Pride ci sono anche diversi striscioni contro l’ex generale Roberto Vannacci che in tv di recente ha detto che i gay hanno già tutti i diritti, «se stanno male e vanno in ospedale li curano». «Caro generale oltre a poter guidare possiamo anche essere idraulici e di cessi come te ne abbiamo sturati tanti», si legge su uno striscione. E ancora su un altro «meglio anale che generale». E infine, sulla frase che ha scatenato la polemica in tv, «in Italia i gay possono guidare, essere curati ed essere ammazzati», si legge.
Foto copertina: ANSA/MICHELA NANA

