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L’inatteso boom dell’Africa ai Mondiali di calcio: nove su dieci all’eliminazione diretta

28 Giugno 2026 - 10:53 Alba Romano
Dove possono arrivare le nazionali africane che stanno sorprendendo tutti ai Mondiali 2026. I media americani si interrogano: è arrivato il momento di una squadra africana che vince il torneo?
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Nove squadre africane si sono qualificate per i sedicesimi di finale della Coppa del Mondo di calcio. È un record assoluto per il continente nella storia del torneo. Marocco, Costa d’Avorio, Egitto, Senegal, Ghana, Sudafrica e Capo Verde avevano già ottenuto la qualificazione ai sedicesimi prima dell’ultima giornata; a loro si sono aggiunte alla fine Algeria e Repubblica Democratica del Congo. A dare un senso ulteriore a questo exploit delle nazioni africane il fatto che delle dieci arrivate alla fase finale una sola è stata eliminata, la Tunisia. Se volessimo analizzare poi il numero e la qualità dei giocatori di origine africana presenti nelle altre nazionali che partecipano al mondiale avremmo ancor più chiara la dimensione di questo boom.

Cosa hanno fatto le squadre africane nella fase a gironi

I numeri raccontano solo metà della storia, perché a colpire è soprattutto la qualità delle prestazioni. Come ricostruisce The Athletic, Capo Verde all’esordio assoluto in un Mondiale ha strappato un pari alla Spagna campione d’Europa e ora aspetta l’Argentina. Il Ghana ha tenuto testa all’Inghilterra portando a casa un punto, mentre la Repubblica Democratica del Congo ha bloccato sull’1-1 il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Il Marocco ha chiuso a pari punti con il Brasile nel Gruppo C, mettendo in crisi la squadra di Carlo Ancelotti nel primo tempo. Il Senegal è passato come una delle migliori terze, dopo aver pescato un girone insidioso con la Norvegia di Haaland e la Francia di Mbappé. Anche FOX Sports rimarca come gli africani abbiano sottratto punti a Brasile, Inghilterra, Portogallo, Spagna, Uruguay e Belgio.

Quante volte le nazionali africane erano arrivate ai sedicesimi prima del 2026

Per misurare la portata del salto, basta guardare indietro. Prima di questa edizione, in tutta la storia dei Mondiali soltanto sei nazioni africane avevano superato la fase a gironi, per un totale di 11 partecipazioni alla fase a eliminazione diretta. Il Marocco ci era arrivato nel 1986 e poi nel 2022, anno della storica semifinale, la Nigeria nel 1994, 1998 e 2014, il Senegal nel 2002 (quarti) e nel 2022, il Camerun nel 1990 (quarti), il Ghana nel 2006 e 2010 (quarti), l’Algeria nel 2014. In una sola edizione, quindi, il continente ha eguagliato quasi l’intero bilancio storico precedente.

Perché il calcio africano è cresciuto così tanto: infrastrutture, diaspora e il modello Marocco

Dietro i risultati c’è un lavoro lungo. Aruna Dindane, ex attaccante della Costa d’Avorio oggi nella federcalcio ivoriana, spiega a The Athletic che la priorità resta dare ai giovani campi e strutture decenti: «L’Africa produce molti calciatori che vanno in Europa, ma perché ci vanno? Perché qui le opportunità per svilupparsi non sono ancora al livello giusto». William Troost-Ekong, ex capitano della Nigeria, indica il Marocco come riferimento, parlando di un progetto con «qualcosa di speciale» e citando l’Accademia Mohammed VI come paragonabile a quelle della Premier League. Chris Hughton, ct del Ghana fino all’eliminazione, racconta di essere rimasto impressionato dalle strutture della Coppa d’Africa 2023 in Costa d’Avorio, dove ogni nazionale aveva un campo personale poi destinato ai club locali. Hughton aggiunge che le federazioni africane devono continuare a pescare nella diaspora per «avvicinarsi alla vittoria del Mondiale».

Una nazionale africana può vincere il Mondiale 2026?

Per l’analista di FOX Sports Peter Crouch non si tratta più di un’ipotesi remota: «È solo una questione di tempo prima che una squadra africana vinca un Mondiale». Il Marocco si è già candidato come outsider credibile, con una rosa rinnovata rispetto al 2022 e innesti come Brahim Diaz, arrivato dalla Spagna e capocannoniere dell’ultima Coppa d’Africa, oltre ai giovani Ismael Saibari, Ayyoub Bouaddi e Gessime Yassine. La Costa d’Avorio guidata da Emerse Fae è la squadra più giovane del torneo, con un’età media di 25,4 anni, e a inizio giugno aveva piegato la Francia 2-1 in amichevole. Dindane è prudente sui tempi: «Quando raggiungeremo quel livello, vinceremo. Sappiamo che lo faremo, ma quando? Non lo so». Resta aperta la promessa del presidente della CAF Patrice Motsepe, secondo cui «il calcio africano deve essere tra i migliori al mondo».