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«Farai una brutta fine». Russia Today minaccia Calenda, il leader di Azione: «Pronto a prendervi a pedate nelle chiappe»

28 Giugno 2026 - 21:46 Anna Clarissa Mendi
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Il senatore lette le minacce di Mosca le respinge al mittente via social, incassando la solidarietà di tutta (o quasi) la politica italiana: «Inaccettabile»
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«Chi semina vento prima o poi raccoglie tempesta…», questi «pagliacci… prima o poi faranno una brutta fine». Sono solo alcuni dei commenti che compaiono sul canale Telegram di Russia Today e diretti al leader di Azione Carlo Calenda che, lette le minacce, le respinge al mittente via social. «Personalmente non attribuisco alcuna preoccupazione a questi vigliacchi servi dei russi. Il mio ufficio è a Corso Vittorio Emanuele II, 21. Arrivo intorno alle 9, senza scorta. Prendervi a pedate nelle chiappe sarebbe di estrema soddisfazione», scrive Calenda. 

La solidarietà della politica

Le minacce hanno suscitato la solidarietà di numerosi esponenti politici. La presidente di Azione, Elena Bonetti, parla di un episodio che dimostra come «difendere l’Italia dalle ingerenze russe sia il primo dovere dei partiti italiani non traditori della patria» e attacca Matteo Salvini, accusandolo di voler riallacciare i rapporti con Mosca proprio mentre «un senatore della Repubblica riceve minacce». Il vicesegretario Ettore Rosato definisce «traditori» i sostenitori di Russia Today, mentre il capogruppo alla Camera Matteo Richetti annuncia una richiesta al Ministero dell’Interno per valutare la chiusura del canale. Messaggi di vicinanza arrivano anche da Italia Viva, Noi Moderati e dai vertici di Fratelli d’Italia, tra cui Giovanni Donzelli, Galeazzo Bignami, il presidente del Senato Ignazio La Russa e i ministri Alessandro Giuli e Guido Crosetto, che definisce «inaccettabile» qualsiasi forma di intimidazione nei confronti di chi partecipa al confronto democratico.

Il post di Calenda 

L’attacco arriva a pochi giorni da uno degli ultimi post pubblicati da Calenda su Instagram. Nel messaggio, il leader di Azione scriveva: «Ma vi rendete conto della gravità di questo fatto? Un network di propagandisti sostenuti e finanziato dai russi per diffondere le bugie di un dittatore fascista, a cui poi vanno a rendere conto del lavoro svolto in Italia. Andrebbero perseguiti a norma dell’articolo 241».

Foto copertina: ANSA/MATTEO CORNER | Il leader di Azione all’evento di lancio del movimento Europeisti.eu a Milano, 15 giugno 2026

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