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Caldo record, la fine (provvisoria) il primo luglio: 7 gradi in meno, temporali e grandine. Poi tornano le ondate

29 Giugno 2026 - 05:02 Alessandro D’Amato
caldo record italia quando finisce temporali
caldo record italia quando finisce temporali
Le medie scenderanno da 36-38 a 30-32. Le minime in calo regaleranno notti più fresche. Ma l'anticiclone africano tornerà a farle alzare dalla seconda settimana di luglio
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Ci siamo. Da mercoledì primo luglio le temperature in Italia saranno in calo. Dopo il picco di oggi, che reggerà fino a domani e porterà fino a 41 gradi sulla penisola, nei prossimi giorni si attende «un calo termico più evidente, soprattutto sul versante Adriatico, dove perderemo anche 8-10 gradi»,dice il meteorologo Edoardo Ferrara di 3BMeteo, tra i più importanti portali meteorologici in Italia. «Ma non arriverà il fresco. Semplicemente torneremo a un caldo più normale rispetto a quello estremo di questi giorni». Dino Zardi, meteorologo dell’università di Trento, spiega che «invece di avere delle medie attorno a 36-38 gradi centigradi scenderemo a 30-32. Una diminuzione significativa perché l’origine delle masse d’aria, anziché essere nordafricana, sarà atlantica».

Caldo record, temperature in discesa dal primo luglio

Sarà così su tutta l’Italia «iniziando sempre dalle regioni del Nord, poi gradualmente questa transizione si trasferirà anche al Sud. Tutto questo però con una serie di conseguenze. L’arrivo di aria più fresca, soprattutto a partire dai livelli più alti in quota, può determinare dei contrasti termici con masse d’aria più calde, dando luogo a fenomeni violenti, come temporali». Si attende una diminuzione di sette gradi nelle minime e di cinque nelle massime. E quindi le notti saranno meno afose e porteranno meno rischi per i fragili. Sul resto della penisola la flessione sarà di 2-5 gradi. In cambio arriveranno grandine e temporali estivi. La tregua dovrebbe durare solo qualche giorno», spiega Ferrara, «perché già da venerdì e soprattutto dal prossimo weekend le temperature torneranno a salire a partire dai settori occidentali, per poi estendersi verso Est».

Le nuove ondate e il fresco

È possibile quindi che arrivino nuove ondate. E il fresco? Il Messaggero spiega che «sulle Alpi e lungo l’Appennino le temperature scendono sensibilmente, soprattutto nelle ore serali. Anche le coste ventilate offrono un sollievo relativo, grazie alle brezze marine. Ma qui entra in gioco un altro fattore: l’umidità. Zardi, docente di fisica dell’atmosfera e ideatore del Festival della Meteorologia di Rovereto, spiega a Repubblica che l’arrivo di aria più fresca, soprattutto a partire dai livelli più alti in quota, può determinare dei contrasti termici con masse d’aria più calde, dando luogo a fenomeni violenti, come temporali». Quanto durerà? «Con le informazioni che abbiamo, si può ipotizzare fino a domenica prossima».

E dopo?

Dopo, spiega il prof, «non è facile capire come si evolverà. Tuttavia si può dire che la tendenza più probabile è che l’anticiclone delle Azzorre si consolidi un po’ di più, e che quindi continueremo a essere interessati dall’afflusso di aria più fresca. Al momento sembra di vedere una prima parte di luglio in cui saremo più atlantici che africani». La persistenza dell’anticiclone africano è il combinato disposto di due fenomeni: «Uno è la maggiore frequenza, riscontrabile in tempi recenti, di eventi di aria calda africana che si sposta fino al centro Europa. L’altra è che nel complesso le temperature si sono alzate di uno o due gradi. Non è un cambio drastico, ma basta a fare la differenza».

Le notti roventi

Soprattutto per quanto riguarda le notti roventi «perché tutto ciò si combina a un altro fattore, ovvero che le aree urbane sono diventate degli accumulatori di caldo. Le città sono fatte di materiali che durante il giorno assorbono calore e poi lo restituiscono con calma di notte». La calura di questi giorni ci può dare un’indicazione su quale estate ci aspetta: «È vero che da adesso in poi le giornate si accorciano, quindi si ridurrà la radiazione solare. Ma va considerato anche l’effetto accumulo nell’atmosfera, quindi l’aria ci mette un po’ a raffreddarsi. Per questo temo che situazioni come quelle che abbiamo appena sperimentato potrebbero verificarsi ancora, sia nel mese di luglio che ad agosto. Anzi proprio negli ultimi anni abbiamo assistito a temperature elevate anche a metà settembre. Se prima il caldo durava da giugno ad agosto, adesso si inizia a maggio e si finisce a ottobre. Bisogna tenerne conto, anche nel cambio dell’armadio».

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